Hanno catalizzato l’attenzione mediatica per settimane e, dalla primissima manifestazione di novembre a Bologna, sono velocemente finite come ospiti fissi dei principali talk show televisivi. I riflettori puntati sul movimento delle sardine non si sono ancora spenti e, oltre agli stati generali annunciati per inizio marzo e al concertone bolognese del prossimo 19 gennaio, c’è chi sonda quanto peserebbe un loro impegno diretto in politica.
A farlo è un sondaggio di Dire-Tecnè, pubblicato oggi, che certifica come le sardine, se si presentassero alle elezioni, oggi sarebbero il quarto partito nazionale e attrarrebbero oltre l’11% dei voti.

Sardine: da dove verrebbero i voti

L’informazione più significativa che arriva dalla rilevazione del sondaggio Dire-Tecné è che il movimento delle sardine non toglierebbe voti alla destra. I consensi che toglierebbero a Lega e Fratelli d’Italia, infatti, si attesta complessivamente appena allo 0,4%.
A “rimetterci”, invece, sarebbero soprattutto il Partito Democratico, che “cederebbe” alle sardine il 4,4% e il Movimento 5 Stelle, da cui migrerebbe il 3,4% del consenso. Un ulteriore 1,6% arriverebbe poi dalle altre formazioni di sinistra o ecologiste.

Sardine

Ridisegnando la classifica generale delle preferenze disegnata dai sondaggi, le prime tre posizioni rimarrebbero inalterate: al primo posto la Lega di Salvini, seguita dal Pd e dal M5S. Le sardine invece scalzerebbero dalla quarta posizione di quasi un punto il partito di Giorgia Meloni, dato al 10,5%.
“Resta un po’ l’amarezza – commenta ai nostri microfoni il direttore dell’Agenzia Dire, Nico Perrone – perché le sardine andrebbero ad indebolire quelle forze che già si trovano in difficoltà, mentre non pescherebbero nell’area moderata che non condivide i toni della destra radicale”.

ASCOLTA L’INTERVISTA A NICO PERRONE: