Diciassette morti in appena quattordici giorni. Il 2020 non comincia bene per quanto riguarda gli infortuni e i decessi sul lavoro. Fa infatti impressione che le persone che hanno perso la vita mentre si guadagnavano da vivere superino già il numero dei giorni dell’anno appena iniziato.
A monitorare la situazione è Carlo Soricelli, che per il tredicesimo anno porta avanti l’Osservatorio indipendente sulle morti sul lavoro. “È presto per dire se i morti sono in aumento rispetto all’anno scorso – osserva ai nostri microfoni – Quello che posso dire è che l’andamento nel 2019 rispetto al 2018 è stato identico, con un solo morto di differenza”.

Morti sul lavoro: i casi recenti

In questo gennaio 2020 le persone che hanno perso la vita confermano la statistica che riguarda gli incidenti sul lavoro. I cantieri edili e stradali, infatti, continuano a farla da padrone nella tragica classifica dei settori più a rischio, seguiti dall’agricoltura.
Ieri mattina un operaio è morto folgorato mentre potava alcuni alberi nel veronese, mentre nel cuneese un giovane elettricista è morto schiacciato da un carrello elevatore e nell’alessandrino è un lattoniere ad aver perso la vita.

Il dissesto idrogeologico che sta interessando le infrastrutture del nostro Paese continua a fare danni. Lunedì scorso un operaio 42enne è rimasto sepolto dai detriti mentre lavorava nel cantiere della nuova linea 4 della metropolitana di Milano. Un blocco di cemento staccatosi dalla parete del tunnel sotterraneo lo ha colpito. La Procura di Milano ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo.

Le statistiche ufficiali e quelle reali

Non è vero che i morti sul lavoro sono calati durante la crisi economica“, sostiene Soricelli. Il fondatore dell’osservatorio indipendente contesta i dati ufficiali dell’Inail che negli anni scorsi hanno segnato un calo delle morti bianche, dovute essenzialmente alla mancanza di lavoro.
“Ad essere diminuiti sono i lavoratori con regolare contratto – sottolinea Soricelli – ma le stesse persone hanno continuato a lavorare in nero e hanno continuato ad infortunarsi e a morire”.

Il messaggio, però, che è passato e che è stato cavalcato dalla politica è che i morti sul lavoro fossero diminuiti e questo ha portato effetti deleteri.
“È stata alleggerita la tensione sulle normative per la sicurezza – continua l’esperto – e sono stati diminuiti gli ispettori sul lavoro”. Proprio per questi motivi occorrerebbe una grande campagna di informazione che spieghi che gli infortuni e gli incidenti mortali non sono diminuiti e che inviti a fare prevenzione e controlli.

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