Venerdì 31 marzo, in Cappella Farnese, la conferenza organizzata dal Gvc per accendere i riflettori sui conflitti per il controllo dell’acqua nel mondo e le migrazioni da essi causate. 4 miliardi le persone a rischio entro il 2050 secondo l’Ocse. Durante la conferenza verrà lanciata la campagna #gocciaAgoccia.

Ocse: Sempre più gente costretta a fuggire per scarsità d’acqua

Mentre l’Europa continua a distinguere tra rifugiati e migranti economici, in diverse aree del mondo il controllo dell’acqua genera conflitti e conseguenti migrazioni. Un importante focus su questo tema verrà fatto in Cappella Farnese a Bologna venerdì prossimo, 31 marzo.
Qui, infatti, si svolgerà la conferenza promossa da Gvc onlus intitolata “Le mani sull’acqua – migrazioni ambientali e conflitti per il controllo dell’acqua“.

Nel corso della conferenza verrà presentata una ricerca su migrazioni, conflitti ed emergenze legate all’accesso all’acqua nel mondo, in particolare in alcuni dei Paesi in cui il Gvc è presente, come Siria, Libano, Haiti, Cambogia e Tailandia. Dallo studio, redatto dall’ong bolognese e dal Master in Gestione delle Risorse Idriche nella Cooperazione Internazionale dell’Università di Milano Bicocca, emerge come siccità, cambiamenti climatici e le lotte per il controllo dell’acqua siano le cause di molti dei fenomeni migratori e dei conflitti di cui siamo testimoni.

Ad intervenire alla conferenza saranno Carlotta Sami dell’Unhcr, Andrea Senatori dell’Aics ed esperti come Riccardo Petrella (Manifesto per l’Acqua), il tutto introdotto e moderato da Guido Viale. Interverrà anche l’Arcivescovo Zuppi e gli assessori comunali Matteo Lepore e Susanna Zaccaria, in rappresentanza dell’Amministrazione, che ha concesso il patrocinio.
L’incontro del 31 marzo anticipa due appuntamenti importanti per Bologna: il G7 Ambiente, che si svolgerà proprio nella nostra città, e dell’inaugurazione del Data Center del Centro Europeo per le Previsioni Metereologiche.

Secondo i dati dell’Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo (Ocse) nel 2050 circa 4 miliardi di persone potrebbero vivere in zone dove l’acqua è scarsa o inaccessibile. Il Word Economic Forum ha identificato la “crisi dell’acqua” tra i maggiori rischi globali.
“Nel 2015 – osserva ai nostri microfoni Dina Taddia, presidente di Gvc – 20 dei 27 milioni di profughi nel mondo erano sfollati proprio per l’assenza o le difficoltà di accesso alle risorse primarie”.
Per sensibilizzare la cittadinanza al tema verrà lanciata la campagna #gocciaAgoccia. Il Gvc chiede il sostegno ai propri progetti in molti Paesi del mondo, dove il ripristino delle reti idriche e fognarie rende possibile lo sviluppo sociale e il benessere delle comunità.

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61