Dimissioni, ferie o permessi, aspettative, malattia, smart working e sicurezza. Sono tanti i quesiti che, in questa situazione imprevista e inedita, lavoratrici e lavoratori si pongono. E purtroppo non mancano nemmeno i casi in cui i datori di lavoro cercano di aproffittare della situazione per “liberarsi” di forza lavoro o per scaricare sulle spalle dei lavoratori la situazione di crisi.
Nella conferenze stampa di ieri, il premier Giuseppe Conte ha iniziato a diradare la nebbia delle ultime settimane, annunciando da un lato ammortizzatori sociali ed altre misure che verranno adottate nelle prossime ore e, dall’altro, spiegando che la produzione può continuare solo se verranno rispettate le disposizioni di sicurezza.

Lavoro e coronavirus: cosa deve sapere chi lavora

“Nell’ultima settimana sono stata subissata dalle richieste più astruse da parte dei lavoratori – osserva ai nostri microfoni Claudia Candeloro, avvocata del lavoro – Quindi ho pensato che fosse utile scrivere quelacosa da far circolare tra lavoratori e lavoratrici, in modo che siano tutti un po’ più pronti di fronte alle richieste dei datori di lavoro”.
Di qui l’idea di scrivere un post su Facebook, che affronta i principali nodi di cui si discute in questi giorni.

IL POST DELL’AVVOCATA CANDELORO:

Nel post si sottolinea, ad esempio, come assecondare le richieste di dimissioni dei datori di lavoro comporta la perdita del sussidio di disoccupazione, o che nessuno può costringersi allo smart working se siamo in malattia. Si chiariscono anche alcuni punti su aspettative non retribuite, che non possono essere imposte dal datore di lavoro, e ferie, che invece in una qualche misura si può essere obbligati a fare, ma senza che la questione sia risolta.
Vi è infine la questione della sicurezza sui luoghi di lavoro che, qualora non fosse garantita dall’azienda anche attraverso dispositivi di protezione individuale, rende legittimo il rifiuto alla prestazione lavorativa.

ASCOLTA L’INTERVISTA A CLAUDIA CANDELORO: