Dall’Emilia-Romagna arriva l’ennesima conferma di come le donne stiano pagando di più gli effetti della pandemia. E ancora una volta un terreno concreto dove si manifestano le discriminazioni di genere è quello del lavoro. L’assessora regionale alle Pari Opportunità, Barbara Lori, ha presentato ieri un rapporto che interessa l’impatto del Covid sulle donne e le azioni che l’Emilia Romagna intraprenderà in merito alle politiche di genere. «È un rapporto che è stato costruito dai servizi dell’Emilia in modo trasversale – ha sottolineato Lori – ci siamo impegnati nel mettere in campo azioni straordinarie e necessarie per supportare le donne e le famiglie nel superare questa fase complessa».

Lavoro donne, i dati di un’emorragia

L’emergenza sanitaria e sociale in corso dovuta alla pandemia ha fatto sentire i propri effetti soprattutto sulle donne. Non solo per quanto riguarda le violenze domestiche, in forte aumento, ma anche sul fronte dell’occupazione. «Tra marzo e giugno 2020 sono state perse 37.000 posizioni dipendenti, di cui il 60% ha riguardato le donne – ha illustrato l’assessora – Molte ancora temono di perdere il lavoro, soprattutto nel momento in cui gli ammortizzatori sociali non saranno più disponibili». Ciò a dimostrazione di come il rischio di precarietà per le donne sia molto più alto rispetto ai colleghi uomini.

Nel dettaglio, il calo dell’occupazione riguarda soprattutto chi lavora a tempo determinato nel settore dei servizi, per la maggior parte donne. Nel secondo trimestre 2020 gli occupati in regione sono stimati in un milione e 988.000, cioè 68.000 in meno (-3,3%) rispetto allo stesso periodo del 2019 e 26.000 in meno rispetto al primo trimestre 2020. Dal punto di vista di genere il bilancio è pesantemente negativo per le occupate: sui 68.000 occupati in meno ben 52.000 sono donne (-5,6%) e di queste oltre 42.000 erano occupate nei servizi.

I dati segnano differenze non neutre e rilevanti che hanno spinto la Regione Emilia Romagna alla costruzione e rafforzamento di politiche di genere per il futuro. Lori rivendica azioni che hanno riguardato l’attivazione del sistema dei servizi educativi e dell’infanzia, i quali hanno avuto la finalità di aiutare una socialità che era mancata nei mesi precedenti. Proprio sul fronte del lavoro sono in corso di attuazione diversi progetti finanziati dalla Regione con un milione di euro per sostenere attività di coaching, formazione e inclusione sociale per donne a rischio di fragilità e a sostegno della loro autonomia finanziaria. Le prossime azioni, invece, riguarderanno un bando per sostenere nuove iniziative imprenditoriali messe in campo da donne.
«Crediamo che le donne possano dare un contributo significativo a una ripresa economica di cui c’è bisogno e che dovrà avvenire secondo paradigmi diversi. Tutti devono e possono beneficiare degli stessi servizi», conclude Lori.

Vittoria Torsello

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