Venerdì 17 gennaio, dalle ore 15.30 alle 18.30, prenderà il via il breve ciclo di incontri intitolato “Dal paradiso al futuro. Incontri sulla memoria del lavoro” con una conversazione dal titolo “Immaginario del lavoro / Lavoro da immaginare”, presso il salone Giuseppe di Vittorio, Camera del Lavoro di Bologna, via Marconi 67/2. Una rassegna che nasce dal progetto portato avanti dalla “Rete bolognese archivi del presente” volto a raccogliere e valorizzare i patrimoni documentali della città, rendendoli accessibili al pubblico di ricercatori, di studenti e della cittadinanza in generale, attraverso la promozione di eventi culturali.

Lavoro: la rete di archivi ricostruisce l’epica della fabbrica

La rete “Archivi del presente”, fondata da archivi bolognesi di varia natura, si basa sulla consapevolezza che, riprendendo le parole di Marc Bloch, “l’incomprensione del presente nasce fatalmente dall’ignoranza del passato”, ed è quindi orientata verso un’imprescindibile conservazione della memoria del passato, primo insostituibile passo per l’analisi del presente e la costruzione dello stesso futuro.

Ai nostri microfoni Silvia Napoli, moderatrice del primo incontro della rassegna, sottolinea l’importanza del ruolo svolto dalla neonata rete nell’affrontare “temi un po’ scomodi, di recente passato e un po’ vintage, ai quali solitamente si guarda con uno sguardo presbite, nebuloso”. Primo su tutti, il tema della questione operaia, definito “il grande rimosso di questi ultimi anni”.
Sulla base della consapevolezza della generale assenza di questo tema, il ciclo di incontri promosso dalla Soprintendenza archivistica e bibliografica dell’Emilia Romagna verte proprio sulla memoria del lavoro.

Il primo appuntamento di venerdì 17 gennaio, “Immaginario del lavoro / lavoro da immaginare”, è una conversazione a più voci sulla permanenza di un immaginario collettivo della fabbrica. Punto di partenza dell’incontro sono i documenti provenienti dai fondi dell’Archivio di Stato di Bologna e della Camera metropolitana del Lavoro relativi a famose lotte dei tardi anni Sessanta.
Il dibattito, moderato da Elisabetta Perazzo (Associazione Paolo Pedrelli) e Silvia Napoli (Archivio di Stato di Bologna), vedrà gli interventi di Valerio Monteventi, scrittore e attivista del Centro di documentazione dei movimenti F. Lorusso – C. Giuliani, Francesco Garibaldo della Fondazione Sabattini, la testimone Edgarda Degli Esposti, il sociologo del lavoro Federico Chicchi e contributi video di Claudio Longhi, direttore Emilia Romagna Teatro Fondazione.

Tra i vari interventi saranno proiettati alcuni spezzoni del documentario “Alla catena. Due secoli di classe operaia“, di Francesco Conversano e Nene Grignaffini.
Basato su immagini d’archivio, il filmato fornisce una fedele rappresentazione dell’operaio sul grande schermo, richiamando la grande retorica – una vera e propria “mitologia” – della fabbrica degli anni Settanta.

Gli altri appuntamenti della rassegna

I successivi incontri sono previsti per marzo e maggio 2020 e tratteranno, rispettivamente, di “Salute, ambiente, istruzione: dalla fabbrica al sociale e ritorno” (relativamente alle battaglie che la classe operaia seppe mettere in campo, oltre le proprie rivendicazioni: Welfare, assistenza psichiatrica, servizi di 150 ore – aspetti spesso dimenticati) e “Trasformazione del lavoro industriale, relazioni sindacali e Stato”.

Teresa Fallavollita

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