“Sono questi i nostri elettori”. Il segretario Fiom di Bologna Fiorani spiega perché il sindacato raccoglie le firme per i referendum sul lavoro davanti alla Gd. Servono 700mila firme per ogni quesito.

È partita questa mattina davanti agli stabilimenti in via Battindarno della GD la raccolta delle firme necessarie per indire i due referendum abrogativi degli articoli 8 e 18. Una raccolta che si presenta impegnativa, come affermano i responsabili Fiom, visto che l’obbiettivo dichiarato sono 700 mila firme a quesito. Significativa la scelta del primo firmatario: il prof. Umberto Romagnoli, giuslavorista e estensore della proposta referendaria.

I due referendum si pongono l’obiettivo di cancellare l’articolo 8 della precedente finanziaria, targata governo Berlusconi, e di abrogare le modifiche introdotte dal ministro Fornero all’articolo 18 dello statuto dei lavoratori. Come spiega Giordano Fiorani, segretario generale della Fiom a Bologna, “bisogna evitare che le fabbriche diventino una zona franca in cui sia possibile fare accordi in deroga ai contratti nazionali e alla legislazione del lavoro.”

Non casuale nemmeno il luogo prescelto per inaugurare la campagna. Infatti, la Gd rappresenta una delle realtà industriali più rappresentative del territori bolognese. E quindi non poteva che iniziare da qui la raccolta firme, afferma Fiorani, aggiungendo “che sono proprio questi i nostri elettori, i lavoratori, che maggiormente sono stati e verranno penalizzati da questi due articoli”.

Paolo Antoniazzi

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