La definiscono “una giornata storica” perché non era mai successo prima che, in seguito a mobilitazioni dal basso, si convocasse un tavolo interministeriale per ascoltare le lavoratrici e i lavoratori del settore. Sono dunque soddisfatti i professionisti della cultura e dello spettacolo, che ieri sono stati ricevuti dal ministro della Cultura Dario Franceschini e dalla ministra del Lavoro Nunzia Catalfo.
Al centro della discussione, ovviamente, la situazione di grande difficoltà che sta vivendo il comparto in seguito al lockdown per Covid.

Lavoratori spettacolo: il tavolo interministeriale

Il tavolo con i ministri è arrivato dopo quattro mesi di mobilitazione dei professionisti dello spettacolo e della cultura, che ha visto tappe salienti nelle giornate del 30 maggio, con presìdi in diverse città d’Italia, il 27 giugno con una manifestazione nazionale che ha portato centinaia di persone in piazza, sit-in davanti alle sedi di diverse Regioni e il 16 luglio al Teatro dell’Opera.
Lo stato di agitazione permanente non si ferma“, precisano però lavoratori e lavoratrici, che considerano l’incontro col governo solo come un primo passo verso una e vera e propria riforma del settore culturale.

“Al tavolo è stata confermata la disponibilità all’estensione dei bonus e della cassa integrazione per i lavoratori del settore – raccontano ancora i rappresentanti dei lavoratori durante una conferenza stampa – ma l’obiettivo è arrivare ad un vero e proprio ammortizzatore sociale”.
Il tavolo interministeriale si suddividerà in ulteriori due sottotavoli, in particolare uno sullo spettacolo dal vivo e uno sul cinema e l’audiovisivo.
“Ne servirebbe un terzo – osserva la sindacalista Cecilia Muraro – che è quello sui beni culturali e l’associazionismo”.

La parola d’ordine che però è circolata di più già al tavolo è “riforma del settore culturale“. E anche su questo i lavoratori e le lavoratrici hanno le idee chiare.
Nel riformare il settore, infatti, servirebbero tutele contrattuali, il riconoscimento di malattia ed infortunio, così come della maternità e della paternità, una riflessione sul sistema pensionistico per questa categoria, un contratto nazionale unitario, un ammortizzatore sociale e la deburocratizzazione.

In ogni caso la mobilitazione non si ferma. La settimana prossima si terrà un’assemblea nazionale, mentre nel calendario ci sono iniziative presso il Teatro San Carlo di Napoli il 23 luglio e all’Arena di Verona il 25 luglio.

ASCOLTA LE PAROLE DEI PROFESSIONISTI DELLO SPETTACOLO: