Le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo ritengono ingiuste e irrazionali le misure contenute nel nuovo dpcm che hanno chiuso cinema e teatri e per questo motivo torneranno in piazza il prossimo 30 ottobre. Si tratta di una manifestazione unitaria di Cgil, Cisl e Uil, intitolata “L’assenza spettacolare“, proprio a sottolineare il vuoto creato dalle norme di contenimento della pandemia. I sindacati chiedono risorse certe per l’emergenza e la ripartenza a tutto il 2021, un tavolo permanente coi Ministeri per il rilancio del settore, la stabilizzazione dei precari delle fondazioni delle fondazioni lirico-sinfoniche e ammortizzatori sociali e tutele strutturali per tutti i lavoratori atipici e discontinui.

Proprio su quest’ultimo versante, questa mattina si è tenuta una conferenza online promossa dall’Slc-Cgil, la categoria che segue i lavoratori dello spettacolo e della conoscenza, incentrata sulla proposta di legge che vede la firma della deputata Pd Chiara Gribaudo e frutto di un confronto con le maestranze e tanti esponenti del mondo dello spettacolo e della cultura.
“Non possiamo più perdere l’occasione di una vera e propria riforma strutturale del settore – ha affermato Gribaudo – che tenga conto delle situazioni pregresse e che ci traghetti in una visione delle professioni del futuro nel mondo della cultura e dello spettacolo”.

Lavoratori dello spettacolo: cosa prevede la proposta di riforma

La proposta di legge elaborata è suddivisa in due parti distinte. La prima punta ad incrementare le tutele per le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo, che hanno pagato a caro prezzo la pandemia anche a causa di un’impostazione culturale e normativa che non restituisce dignità al loro lavoro. La seconda parte, invece, ha l’obiettivo di arrivare ad una semplificazione amministrativa e fiscale del settore. Il tutto “favorendo l’emersione del lavoro sommerso e lo sviluppo di una riconoscibilità sociale del lavoro nel mondo dello spettacolo”, sottolinea la parlamentare.

In particolare, il primo articolo della proposta di legge rivede la normativa in materia di maternità e di malattia, abbassando le soglie per accedervi ed innalzando l’indennità ricevuta.
È nell’articolo 2, però, che si concentra forse la misura più importante. Il tentativo è di consentire ai lavoratori dello spettacolo l’accesso alla Naspi, cioè al sussidio di disoccupazione, rivedendo al ribasso i requisiti di accesso, in particolare per le giornate lavorate.
Allo stesso modo, all’articolo 3 si prevede un’indennità specifica i lavoratori discontinui dello spettacolo, in modo da contrastare i cali di reddito attraverso percorsi di riqualificazione professionale.

L’articolo 4, inoltre, riconosce l’insegnamento come un’attività organica della professione artistica, le cui ore consentono di accumulare contributi pensionistici.
L’articolo 5, ultimo della prima parte, si preoccupa infine di trovare le coperture finanziarie per i provvedimenti di tutela, in particolare introducendo una piccola aliquota contributiva, pari allo 0,5%, a carico del datore di lavoro.

Il secondo capo della legge, quello che punta alla semplificazione, prevede di istituire presso l’Inps uno sportello unico nazionale, anche allo scopo di contrastare il lavoro nero. Allo stesso scopo si vuole poi introdurre un credito d’imposta per i lavoratori dello spettacolo, per le spese sostenute dai committenti.
L’articolo 8 riguarda il pagamento delle tasse, cambiando le regole che impongono il pagamento di acconti basati sui redditi dell’anno precedente, dal momento che l’artista vive una incertezza costante ogni anno.

Altre misure prevedono la riduzione dell’Irap al 50% per alcune imprese e l’equiparazione delle lezioni private alle ripetizioni scolastiche con una tassazione agevolata al 15%.
Nel calcolo di chi ha elaborato la proposta di legge si stima che servano 50 milioni di euro per avviare tutte le misure ma, sottolinea Gribaudo, “siamo sicuri che negli anni si ripagheranno per investimenti in cultura e per esternalità positive che l’arte e lo spettacolo possono avere per le nostre comunità”.

ASCOLTA L’INTERVENTO DI CHIARA GRIBAUDO: