I lavoratori dell’Istituzione Bologna Musei, in stato di agitazione per il bando con cui il Comune intende esternalizzare gran parte dei servizi museali, danno appuntamento alla cittadinanza per le 17 di oggi, in Piazza Maggiore, per celebrare il patrimonio culturale della nostra città.

Dopo l’appuntamento in Certosa del 1° giugno, i Lavoratori autorganizzati dell’Istituzione Bologna Musei replicano. In occasione della giornata di sciopero del Pubblico Impiego, questo pomeriggio, alle 17, i dipendenti dei musei comunali invitano la cittadinanza in Piazza Maggiore per una nuova iniziativa. “Sì alla vita della cultura“, ossia un racconto collettivo di vicende che, in epoche diverse, hanno avuto luogo nella piazza e nei suoi dintorni. Momenti importanti per la storia di Bologna e per la costituzione del suo patrimonio culturale.

“Proveremo a raccontare le storie dimenticate o nascoste che questa piazza porta con sé – spiega Gianni Airoldi dei Cobas, dipendente dei musei – verranno citati vari artisti che hanno usato questa piazza per raccontare la memoria pubblica di questa città”.

Sullo sfondo rimane tuttavia la preoccupazione dei lavoratori, in stato di agitazione, per il bando con il quale il Comune di Bologna intende affidare in appalto molteplici attività e servizi dell’Istituzione Musei. L’iniziativa è, dunque, soprattutto un pretesto per “parlare con la città e sensibilizzare i concittadini sul significato taciuto di questo bando – fa sapere Airoldi – su cosa significa esternalizzare e privatizzare il patrimonio, la cosa comune”.

L’appuntamento è allora alle 17, in Piazza Maggiore. Una piazza che verrà raccontata attraverso gli occhi dei Musei Civici, per sottolineare ancora una volta l’importanza della cultura pubblica e del suo patrimonio.

Andrea Perolino

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