La Cgil proclama per venerdì lo sciopero di otto ore dei lavoranti in legno della regione. “La pesante situazione di incertezza e l’assenza di proposte continuano a  mettere seriamente in discussione il lavoro ed il reddito di oltre 500 maestranze e delle loro famiglie”, spiega Fillea Cgil. Nella stessa giornata, il sindacato convoca un presidio in Via Aldo Moro in concomitanza con il tavolo di crisi in Regione.

Sciopero ferramenta e legno: le parole di Fillea

Otto ore di sciopero, che coprono l’intera giornata lavorativa di venerdì, proclamate dalla Cgil per i lavoratori delle cooperative ferramentiste e i lavoranti in legno.  A essere contestate sono le mancate risposte della Lega delle Cooperative alla crisi del settore. Nessun piano industriale , nessuna strategia di rilancio è stata resa nota dalle aziende, lamenta la Fillea Cgil. “Cominciamo a temere in maniera abbastanza fondata un sostanziale disinteressamento da parte del movimento cooperativo“, spiega ai nostri microfoni Luigi Giove, segretario generale Fillea dell’Emilia Romagna.

Sono 550 i lavoratori coinvolti, ma, rivela ancora Giove, “Il numero si avvicina ai mille”, se si considerano le crisi del settore nel recente passato. I centri più colpiti sono Modena, Ferrara e Reggio Emilia, ma è “in particolar modo nei piccoli comuni” che si fanno sentire gli effetti economici e sociali più pesanti.

Nella stessa giornata, alle 12,30, è convocato un presidio dei lavoratori in via Aldo Moro, in concomitanza con il tavolo di crisi che alla stessa ora si aprirà in Regione. “Abbiamo bisogno di mostrare, anche fisicamente, di che cosa stiamo ragionando – sottolinea ancora il segretario Fillea – Non stiamo parlando di generici livelli occupazionali, ma di persone in carne ed ossa”.

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