Domani 21 ottobre comincerà la nuova stagione culturale promossa da Laminarie, compagnia che dal 2009 dirige il teatro Dom – la cupola del Pilastro, con un ricco calendario di appuntamenti.
Indicativo è il titolo dell’iniziativa: il verbo “Scartare”, infatti, è seguito da due domande. La prima è “cosa succede se una persona, una scuola, un rione, deviano da un percorso che sembrava obbligato?”, in collegamento al fatto che il Pilastro “era destinato a diventare un ghetto eppure per fortuna non lo è grazie all’impegno dei suoi cittadini”, come specifica Bruna Gambarelli, cofondatrice di Laminarie. La seconda, invece, riguarda direttamente la difficile situazione in cui si trovano i lavoratori del mondo dello spettacolo in questo periodo di pandemia e distanziamento sociale: “cosa succede se togliamo il teatro al teatro?”

Per rispondere a quest’ultimo quesito, non sarà casuale la presenza in ogni appuntamento di interventi dal vivo, in quanto “in questa fase riteniamo molto importante che gli artisti tornino ad attivare una relazione con il pubblico”, continua Gambarelli.

Laminarie: gli appuntamenti della nuova stagione

Domani, l’inaugurazione prevederà una mostra, “Cartoline da un luogo memorabile”, nella quale saranno esposte fotografie del Pilastro, dall’origine della sua fondazione ai giorni nostri, mettendo a confronto le medesime angolazioni. Queste cartoline “hanno iniziato il loro viaggio nel periodo del lockdown in cui abbiamo pensato a come potevamo fare per mantenere comunque accesa la relazione con i cittadini del Pilastro, con i nostri spettatori – specifica la cofondatrice di Laminarie – Sono state stampate 18 cartoline e distribuite per le 4200 famiglie del Pilastro. Successivamente, sono stati realizzati grandi manifesti, chiamati “Saluti dal Pilastro”, che proprio da ieri sono appesi in molte aree della città.
Saranno presenti Gianluca Farinelli, direttore della cineteca di Bologna e Francesco Evangelisti, direttore dell’Ufficio di Piano del Dipartimento Urbanistica del Comune di Bologna. In più, ci sarà la possibilità di “seguire una sonorizzazione commissionata appositamente a Dimitri Sillato, musicista polistrumentista, delle immagini che sono presenti nella mostra”.

Tante attività saranno dedicate all’infanzia, a partire da un appuntamento dedicato a Gianni Rodari, sempre accompagnato da musicisti che si esibiscono dal vivo.
Il 24 ottobre, questo tipo di iniziative continueranno con la presentazione del progetto “Un’aula e un giardino”, promosso insieme ai servizi sociali educativi del Quartiere, al Centro di volontariato sociale e all’Istituto comprensivo 11, “abbiamo realizzato nel giardino di pertinenza del polo Panzini, un’aula dedicata all’attività didattica delle scuole che sono accanto a noi e anche un giardino, realizzato intorno ai dieci alberi piantati l’anno scorso, sei dei quali dedicati a pionieri del Pilastro”, afferma Gambarelli.
Altri appuntamenti dedicati all’infanzia verteranno sul cinema d’autore, realizzati in collaborazione col dipartimento educativo della Fondazione Cineteca. E dove ogni proiezione sarà anticipata da un corto dedicato all’opera di Rodari.

Evento da non perdere sarà un concerto al Dom dove si potranno ascoltare due generi musicali opposti tra loro, abbracciando così pubblici diversi, dai diciottenni ai più attempati: da un lato un duo di musica elettronica di due giovani bolognesi, e dall’altra un pianista di fama internazionale, Alexander Romanovsky.
Il programma si chiuderà con il debutto della nuova produzione di Laminarie, “Un’invettiva inopportuna”, con la regia di Febo del Zozzo, che toccherà temi molto vicini alla situazione che stiamo vivendo.

Rosarianna Romano

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