Dopo il suo esordio con il libro La Grande A e la pubblicazione nel 2019 di Un giorno verrà, Giulia Caminito, giovane scrittrice romana laureata in Filosofia politica, torna nel 2021 con il suo nuovo romanzo L’acqua del lago non è mai dolce, edito da Bompiani.

Amore, adolescenza, sensi di colpa: i temi del nuovo libro di Giulia Caminito

La protagonista è Gaia, una ragazzina che vive le comuni tappe dell’adolescenza dopo essersi trasferita con la famiglia al lago di Bracciano, in fuga dalla metropoli di Roma. La madre, Antonia, è una donna orgogliosa e testarda, che a testa alta si occupa del marito disabile e di quattro figli, e al contempo vuole insegnare alla sua unica figlia femmina ad essere determinata e a contare su sé stessa.

Gaia impara così a vivere la propria quotidianità: non si lamenta, legge, sale ogni giorno su un regionale per andare a scuola, nasconde il telefonino in una scatola da scarpe, si tuffa nel lago anche se le correnti tirano verso il fondo. E lo sguardo cupo e gli occhi nerissimi di questa bambina riflettono il suo carattere imprevedibilmente violento e aggressivo, i suoi moti d’ira che le permettono di reagire quando le capita di subire delle ingiustizie.

Le particolarità di questo romanzo sono la voce narrante in prima persona e il tempo presente, difficili da attuare in campo stilistico ma che, come afferma Giulia Caminito, le sono servite per avvicinarsi un po’ di più ai propri personaggi, specialmente alla protagonista, simile e al tempo stesso opposta all’autrice, e per creare un’atmosfera stagnante e stantia della contemporaneità che richiama quella dell’acqua del lago. Giulia Caminito spiega che il suo obiettivo era proprio quello di raccontare la provincia e la dimensione lacustre nella quale lei stessa, come la protagonista, è cresciuta, e l’identità e la storia dei paesi che caratterizzano il lago di Bracciano.

L’autrice conferma infine che il romanzo non è pervaso da una morale, ma sicuramente è forte la volontà di denuncia negli anni della crisi economica, la difficoltà di trovare lavoro e un percorso scolastico da un lato formativo ma dall’altro carente per quel che riguarda la ricerca del proprio luogo nel mondo e la voglia di seguire le proprie aspirazioni e desideri.

Marta Baldi

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIULIA CAMINITO:

Articolo precedenteSpagna, il caso di Pablo Hasel come cartina di tornasole della transizione dal franchismo
Articolo successivoArancione scuro, nel bolognese la lotta al Covid si fa mirata