Il 30 giugno alle ore 21:30 avrà inizio Divided we fall, una rassegna cinematografica organizzata da Làbas in collaborazione con Ateliersì e Arena Orfeonica, che si articolerà in cinque appuntamenti serali in cui si rifletterà sul significato dell’azione collettiva.

Torna il cinema all’aperto dell’Arena Orfeonica

Uno degli obiettivi di questa rassegna, che prende il nome da un film ceco di inizio millennio, è quello di riprendere confidenza con lo stare insieme attraverso l’organizzazione di eventi culturali che sono mancati per più di un anno a causa della situazione emergenziale che tutt’ora stiamo vivendo. L’intenzione è quella di cercare, attraverso il dibattito ed il confronto, soluzioni che siano più comuni e meno egoistiche: presa consapevolezza del fatto che gli ostacoli del nostro tempo riguardano la collettività e non il singolo, è necessario cercare e trovare gli strumenti per ritornare insieme. La rassegna inoltre è dedicata al ricordo di Genova 2001, la costruzione di un movimento globale, le giornate del G8 e il legame con il presente. Durante tutte le serate verranno proiettate immagini di archivio e testimonianze di oggi.

Durante la prima serata, che come tutte le altre si svolgerà all’interno degli spazi dell’Arena Orfeonica alle ore 21.30, verrà proiettato Le quattro giornate di Napoli, un’opera di Nanni Loy del 1962: il film è ambientato nel capoluogo campano, nel settembre del 1943, momento in cui inizia la lotta contro i tedeschi. La pellicola narra del popolo che, unito, inizia la lotta contro i tedeschi e i fascisti e riesce a liberare la città. Il 7 luglio sarà la volta di Fragole e sangue, un film del 1968 diretto da Stuart Hagmann: tratta dell’evoluzione della contestazione studentesca americana nella San Francisco degli anni ‘60, attraverso il racconto di una storia d’amore che spiega quanto le scelte personali influiscano anche sui contesti collettivi. Il 14 luglio si potrà assistere alla proiezione di Ancora un giorno di Raul de la Fuente, un film memoir tratto dal libro di reportage di guerra di Kapuściński. La rassegna prosegue il 21 luglio con Due giorni, una notte di Jean Pierre e Luc Dardenne del 2014 che riflette sul concetto di solidarietà e su come quest’ultima non sia innata ma abbia bisogno di basi solide su cui costruirsi. Si concluderà il 28 luglio con le proiezioni di Che, l’argentino e Che, guerriglia di Steven Soderbergh, intervallati da un spaghettata notturna.

Come spiega Tommaso Cingolani, uno degli organizzatori dell’evento, il prezzo è di 5 euro, ma ci sarà anche la possibilità di richiedere biglietti sospesi, oltre a biglietti a prezzo sociale per chi ne ha bisogno. Questa scelta nasce dalla consapevolezza che l’accesso alla cultura e agli spazi collettivi, soprattutto in questo momento storico, non può e non deve essere negato: è necessario rompere l’isolamento, così da costruire una forza collettiva. Per ulteriori informazioni o prenotazioni è possibile contattare il 3406204543 o il 3349377688.

ASCOLTA L’INTERVISTA A TOMMASO CINGOLANI:

Articolo precedenteZerocalcare in risaia, arriva “Una pianura di libri”
Articolo successivoUn tocco di classico / Usato poco o nulla usato.