Alla vigilia della manifestazione #RiapriAmoLabas e per iscritto (come richiesto dal centro sociale), il sindaco Virginio Merola conferma il percorso per l’ex-Staveco e promette una “soluzione transitoria entro due mesi”. Soddisfatti gli attivisti: “Domani sarà una giornata di democrazia e di festa”.

Riapriamo Labas: spiragli di intesa da Virginio Merola

Verba volant, scripta manent. Dopo l’incontro del 29 agosto scorso tra il sindaco di Bologna, Virginio Merola, e gli attivisti di Làbas sembrava che la distanza tra il Comune e il centro sociale sgomberato l’8 agosto scorso fosse rimasta tutta. Troppo fumose e incerte le proposte dell’amministrazione al punto che, in una conferenza stampa, gli ex occupanti di via Orfeo 46 avevano detto di pretendere un impegno scritto del primo cittadino e avevano sottolineato tre punti necessari per il proseguimento della trattativa: la continuità temporale dei progetti in attesa della promessa ex-Staveco, uno spazio adeguato a contenere tutte le realtà presenti a Làbas e la collocazione nello stesso quartiere Santo Stefano.

Alla vigilia della manifestazione #RiapriAmoLàbas, che si annuncia molto partecipata, gli attivisti hanno scritto al primo cittadino ribadendo le loro richieste. Il sindaco Merola, che in queste settimane si è mosso tra il riconoscimento dell’esperienza del centro sociale e l’irrisione verso gli appelli in sua difesa, ha risposto per iscritto al collettivo, di fatto raccogliendo le richieste avanzate.
“A partire dai prossimi giorni – si legge in un passaggio saliente della lettera di risposta del primo cittadino – sono disponibile ad intraprendere un percorso per individuare una soluzione transitoria entro due mesi che consenta di realizzare gli obiettivi del vostro progetto attraverso le attività di maggiore interesse per la comunità, utilizzando gli strumenti normativi di cui l’amministrazione comunale dispone”.

La mossa del primo cittadino servirebbe così anche a scongiurare una nuova eventuale occupazione durante la manifestazione di domani. Manifestazione che si terrà comunque e che, secondo una nota dello stesso Làbas, sarà “una grande giornata di democrazia, di partecipazione e di festa”.
Nel suo comunicato, inoltre, il centro sociale riconosce che il risultato è stato raggiunto grazie alla straordinaria solidarietà che è stata ricevuta. Indi per cui “questo è solo l’inizio di un processo politico che ha coinvolto un ampio pezzo di Bologna e non solo, fatto di liberi cittadini, associazioni, sindacati, organizzazioni politiche e centri sociali, che è andato ben oltre Làbas parlando di un’altra idea di città”.

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61