«Il romanzo è la forma dell’avventura[…]; il suo contenuto è la storia di un’anima che si mette in cammino per conoscersi, che cerca l’avventura per mettersi alla prova, per trovarci, confermando se stessa, la propria essenzialità»

Gyorgy Lukacs, il filosofo marxista ungherese, così definiva il valore della letteratura e del genere romanzo in particolare nel suo Teoria del romanzo pubblicato nel 1962. Prendere le parole di Lukacs come punto di partenza dell’ultima puntata del viaggio fra i podcast di Vanloon è importante perché la sua riflessione sulla letteratura ha preso le mosse dal romanzo storico, un genere che noi abbiamo utilizzato per parlare della storia e delle sue interpretazioni.

Romanzo storico: il percorso di Vanloon

Nelle nostre puntate abbiamo spesso intervistato autori e autrici per capire come il nostro passato possa essere fatto vivere e diventare quindi uno strumento di riflessione dalle pagine di un buon romanzo. Un esempio su tutti, Solo per dirti addio (Nuovadimensione, 2016) di Irene Pavan, in cui la tragedia dei prigionieri italiani durante la Seconda guerra mondiale diventa in mano ad una buona scrittrice una storia d’amore e d’avventura.

Cercando di fare delle valutazioni sul rapporto fra storia e letteratura possiamo dire che spesso è lo sguardo dei bambini ad essere utilizzato per raccontare i grandi passaggi storici: lo ha fatto Davide Morosinotto con La sfolgorante luce di due stelle rosse.(Mondadori, 2017) per parlare dell’assedio di Leningrado del 1941 e Giacomo Cacciatore con Piccola italiana (Fernandel, 2019) per l’Italia delle Leggi razziali.

La letteratura di genere ci è sembrata uno dei canali con cui spesso si indaga, qui è il caso di dirlo, nella storia: il fascismo, ad esempio, e la crisi della Repubblica di Weimar offrono materia per grandi polizieschi come Babylon-Berlin (Feltrinelli, 2007) di Volker Kutscher o La meccanica del delitto (Il Giallo Mondadori, 2018) di Alberto Odone.

Nei libri troviamo infatti un’attenzione verso quei temi che l’opinione pubblica sembra trascurare o che vengono derubricati al secolo passato come il nazionalismo e i processi di autodeterminazione nazionale o la povertà, il cui racconto in letteratura ci è stato fatto da Giuseppe Ciarallo per “Zona letteraria” e Alberto Prunetti che ci ha presentato Chav. Solidarietà coatta (Edizioni Alegre 2020) di D. Hunter.

Nel contesto italiano la sensibilità dello sguardo di scrittori e scrittrici non può che toccare un momento chiave come gli anni Settanta: se il collettivo di scrittori calabresi Lou Palanca ha scelto uno sguardo apparentemente periferico con la Rivolta di Reggio Calabria in A schema libero(Rubbettino, 2017), Demetrio Paolin ha analizzato i tanti racconti del sequestro di Aldo Moro. Alberto Sebastiani infine ci ha dato un paio di nomi da riscoprire per ragionare di letteratura e storia, tutti e due legati a Bologna Stefano Tassinarie Valerio Evangelisti.

Le puntate di giugno saranno letteralmente piene di libri, con tanti suggerimenti per i mesi estivi: iniziamo questo sabato con Libere e sovrane. Le donne che hanno fatto la Costituzione, edito da Settenove freschissimo di stampa, fino all’ultima puntata del 27 giugno con la nostra tradizionale ultima puntata sulle migliori uscite del 2019-2020.
Vanloon va in onda ogni sabato alle 14 sulle frequenze di Radio Città Fujiko. Potete seguire la diretta streaming dal sito della radio e ascoltare i nostri podcast, dal lunedì mattina sempre suwww.radiovanloon.info e venirci a trovare sulla nostra pagina FacebookCaso S-Vanloon on air

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