Le informazioni e le decisioni su quale dovrà essere il futuro della scuola dopo la pandemia, con il costante rischio di vedersi costretti a convivere col virus, sono contraddittorie e incerte. Così, con più solerzia delle task force, 68 presidenti dei Consigli di Istituto di Bologna e provincia, genitori di alunne ed alunni che frequentano le nostre scuole, hanno messo insieme le proprie competenze e hanno redatto un documento in cui indicano quali misure adottare per far ripartire la scuola a settembre.

Scuola: le richieste dei genitori

Il documento è indirizzato alla ministra Lucia Azzolina, a viceministri e sottosegretari, all’Ufficio scolastico regionale, al presidente della Regione Stefano Bonaccini e all’assessora all’Istruzione Paola Salomoni, ma anche a tutti i sindaci della Città Metropolitana.
La richiesta contenuta nell’appello è sostanzialmente la creazione di un tavolo di discussione dove i genitori possano partecipare e dare una mano per raggiungere l’obiettivo della riapertura in sicurezza.

Il tempo, sottolinea ai nostri microfoni Barbara Monti, presidente dell’Istituto “Caduti della Direttissima” di Castiglione dei Pepoli, è poco: “mancano 100 giorni alla riapertura delle scuole e non vediamo cantieri negli istituti scolastici“.
Così, i genitori mettono nero su bianco le misure che sarebbero necessarie per ripartire in sicurezza e meglio di prima: dagli spazi scolastici adeguati, evitando quindi le classi pollaio, alla sicurezza e pulizia degli ambienti, ma anche alla questione degli organici e al recupero di alunne e alunni che, con la didattica a distanza, hanno subito contraccolpi.

Una scuola nuova

Anche la scuola, in un certo senso, ha scontato durante l’emergenza sanitaria i problemi relativi al taglio delle risorse che si è manifestato nella sanità. La questione dell’edilizia scolastica è solo la punta di un iceberg sotto la cui punta si trovano altri problemi.
Finanziamenti all’orizzonte non ne abbiamo visti molti – sottolinea Monti – Per noi è importante che ci siano finanziamenti anche per gli organici, che devono essere stabili. La didattica a distanza è stata sovvenzionata, però noi presidenti dei Consigli di Istituto siamo stati testimoni di accorate richieste d’aiuto dei ragazzi certificati, che ci riferiscono di grandi regressioni in pochi mesi”.

I genitori chiedono la stabilizzazione anche del personale Ata, del personale amministrativo, ma soprattutto chiedono di annullare le norme in merito all’impossibilità di sostituzioni brevi per gli insegnanti dividendo alunne e alunni in diverse classi.
“Cerchiamo finalmente di individuare e perseguire le azioni necessarie affinché la garanzia della sicurezza sanitaria, ora impostasi con tutta la sua forza, ci guidi a mettere in campo quanto già doveva essere fatto per necessità strutturali, pedagogiche e educative – scrivono i genitori – e che invece non è stato fatto con la dovuta attenzione e con adeguati investimenti”.

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