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Israele approva una sanatoria per 3800 abitazioni in Cisgiordania che viola il diritto internazionale. I proprietari palestinesi dei terreni non potranno opporsi, ma verranno risarciti con soldi o terre. La decisione fa arrabbiare la Turchia, che la definisce “inaccettabile”, ma il governo Netanyahu è forte del sostegno di Donald Trump e della debolezza della comunità internazionale.

La scorsa notte la Knesset, il parlamento israeliano, ha dato il via libera definitivo a una legge che permetterà a Israele di rendere legali in modo retroattivo circa 3800 abitazioni costruite in Cisgiordania su terreni di proprietà di palestinesi, violando il diritto internazionale. In particolare, il portavoce della presidenza dell’Autorità nazionale palestinese, Nabil Abu Redeineh, ha condannato la sanatoria ricordando che è “contraria alla risoluzione 2334 del Consiglio di Sicurezza dell’Onu“.
La norma prevede che i proprietari dei terreni non potranno opporsi in alcun modo alla legalizzazione degli insediamenti e potranno essere rimborsati con soldi o altre terre.
Anche la Turchia ha criticato la nuova legge israeliana. Per Ankara è “inaccettabile” la politica di Israele, che “distrugge le basi per la soluzione dei due stati”.

In un forum all’Ansa, l’ambasciatore israeliano in Italia, Ofer Sachs, ha difeso il provvedimento. “Israele non è più isolata“. “Ci saranno forti critiche ma anche con gli amici più stretti in Usa o in Europa non andiamo d’accordo su tutto”, ha aggiunto.
Il governo di destra di Netanyahu, in effetti, appare ringalluzzito dalla vittoria di Donald Trump, che incontrerà il prossimo 15 febbraio.
Del resto, come riporta NenaNews, il presidente statunitense ha intimato ai palestinesi di non denunciare Israele alla Corte Penale Internazionale, pena la sospensione degli aiuti e il reinserimento dell’Olp nella black list dei terroristi.

Luisa Morgantini, presidente di Assopace Palestina e già vicepresidente del Parlamento europeo, ai nostri microfoni sottolinea come la legge sia “gravissima, poiché Israele sta legiferando su un territorio occupato, su proprietà che non gli appartengono e su cittadini che non sono i suoi“.
Morgantini osserva come il governo israeliano si senta libero di agire impunemente perché la comunità internazionale non prende nessun provvedimento concreto di fronte alle continue violazioni israeliane.
“Il problema non è solo Trump, che con il Muslim Ban ha fatto saltare ogni già difficile equilibrio in Medioriente – osserva la presidente di Assopace Palestina – Anche l’Unione Europea continua a dissuadere i palestinesi dall’impugnare i crimini israeliani alla Corte Penale Internazionale“. Anche se l’Ue ha sospeso l’incontro con Israele proprio in seguito all’approvazione della legge, serve più coraggio per rendere pratica la denuncia di violazione del diritto internazionale da parte israeliana.