Resistenza e cinema lesbico

Tra il Nosadella e il Senza Filtro, prende il via la settima edizione di “Some Prefer Cake”, il festival internazionale di cinema lesbico. Riflettori accesi sulla resistenza delle lesbiche in diversi Paesi del mondo. Non solo cinema: presentazioni di libri, aperitivi e parties.

Some Prefer Cake, festival internazionale di cinema lesbico, giunge alla sua settima edizione. Dal 18 al 22 settembre sarà possibile vedere 51 film esclusi dai circuiti mainstream, di cui ventuno prime, otto delle quali sono europee.
Aurelie Lemanceau, con il suo sguardo fiero, è uno dei volti principali della manifestazione. Giovedì 19 ore 20.30 l’attrice de “La vie d’Adèle” inaugurerà con una performance di danza i cinque giorni di cinema, musica e cultura, anche quest’anno dedicati alle lesbiche che resistono.

Quest’anno sono due le sedi della manifestazione: il Nuovo Cinema Nosadella e il Senza Filtro – Centro per lo smistamento delle arti differenti, dove mercoledì si terrà un pre-festival: aperitivo, proiezioni e il concerto live di Kalweit and the Spokes.
La programmazione cinematografica è estremamente variegata: ricchissimi i cortometraggi. Tra i lungometraggi emergono Heterosexual Gil e Who’s afraid of Vagina Woolf (con protagonista Guinevere Turner, attrice dei cult Go fish e The Watermeleon Woman), commedie che combattono gli stereotipi negativi sull’omosessualità femminile e li decostruiscono con ironia.

Anche la sezione documentari non è da meno con Cartografía de la soledad, struggente testimonianza sulla situazione delle vedove in India, Nepal e Afghanistan e The Love Part of This, un happy end americano che racconta la storia d’amore di due donne di nome Grace. Ma soprattutto Our Story, testimonianza del Queer Film Festival di Pechino e delle strategie adottate dalle donne per r-esistere. Riflettori puntati sulla Cina dunque, a cui è dedicata la Carte Blanche, curata da Marie Vermeiren, coordinatrice di Elles Tournent, partner del Festival di Cinema delle Donne di Pechino e ospite al Some Prefer Cake.

Altra importante presenza sarà quella di Cheryl Dunye, esponente di punta del cinema afro-americano degli anni Novanta e vincitrice del Teddy Award nel 1996 con il già citato The Watermelon Woman, a cui è dedicata una retrospettiva. Non solo cinema: oltre a due mostre fotografiche e alla presentazione di due libri, domenica mattina alle 10.30 si terrà una tavola rotonda: Anna Pramstrahler e Cristina Karadole (Casa delle donne di Bologna), Barbara Romagnoli  (rete Gi.U.Li.A), Elisa Coco (Comunicattive) e la giurista Barbara Spinelli dialogheranno su “Femminicidio e Media”.

Infine, sabato notte al Senza Filtro si terrà l’Official Party del Festival: una notte dedicata all’elettronica femminile, ultimo step di una serie di incontri musicali organizzati durante l’anno, che vedrà esibirsi Tatiana Sanches (São Paulo -Londra), Kaltès (Berlino), Lady Maru (Roma) e FROG_ETTE (Bologna).

Lucia Occhipinti