Link protesta contro l’inserimento del numero chiuso per la specialistica di Italianistica, che secondo l’Università servirebbe a garantire qualità al corso. La mobilitazione strappa la riapertura della questione per l’anno prossimo.

Una protesta per dire ‘no’ al test d’ingresso per l’accesso al test d’ingresso della laurea magistrale di Italianistica, oggetto di votazione oggi in Consiglio di corso prima e Consiglio di dipartimento poi. Una strada che porterebbe, di fatto, secondo gli studenti, al numero chiuso. È la rivendicazione del collettivo studentesco Link, riunito oggi al civico 32 di via Zamboni, sede del dipartimento di Filologia classica e Italianistica, sotto lo striscione “Libero accesso Italianistica- #ItalianisticaAperta” e cartelli per il libero accesso allo studio.

“Già ad aprile il Consiglio di corso aveva mostrato l’interesse a modificare i requisiti d’accesso aumentando il voto minimo di laurea da 95 a 100, poi ritirato – spiega Silvia Mazzaglia del collettivo Link – allo stesso tempo oggi si voterà per il probabile inserimento di questo test. I membri non lo considerano come numero chiuso ma in realtà lo è perché è escludente: nonostante si possa riprovare tre volte se non lo passi effettivamente non entri, quindi non è un reale test di verifica delle conoscenze. Un corso non si fa selezionando all’ingresso”.

Una decisione presa, secondo gli studenti, per un problema di spazi quando in realtà “l’Università potrebbe prendere in comodato d’uso degli spazi del Comune”, e per un rapporto studenti-docenti definito ‘problematico’, anche se “il dipartimento di Italianistica è rientrato tra di dipartimenti di eccellenza quindi riceverà dei fondi che permetteranno nuove assunzioni e anche la possibilità di avere nuovi spazi”. La richiesta del collettivo è di “rimandare la discussione all’anno prossimo per costruire insieme una proposta” e che “gli studenti vengano coinvolti” per “costruire una proposta più virtuosa e non escludente”.

Un’altra criticità si trova nelle modalità stesse del test, che se approvato sarebbe “a crocette” accompagnato da un esercizio di “analisi del testo di cui ancora manca la bibliografia” che si basa sulle “conoscenze pregresse” acquisite durante la triennale di Lettere classiche, escludendo di fatto gli studenti di altri corsi “che non hanno acquisito le conoscenze molto tecniche e molto specifiche rispetto al latino, al greco o alla linguistica” conclude Silvia di Link.

Fonte: Dire

ASCOLTA L’INTERVISTA A ERIKA VERDECCHIA DI LINK:

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