“Ci avevano promesso di prendere in carico chi ha fatto domanda di asilo a Bologna, invece sono stati tutti sbattuti per strada”. Associazioni antirazziste e richiedenti asilo denunciano che Prefettura e Comune non hanno mantenuto le promesse fatte giovedì scorso. Più di 150 migranti sono costretti a dormire in stazione o nei parchi. Giovedì una nuova mobilitazione.

Giovedì scorso si erano presentati in Prefettura per chiedere quale sarebbe stato il destino di 300 migranti che alloggiavano nei dormitori pubblici una volta finito il Piano Freddo, scaduto lo scorso 31 marzo.
La Prefettura aveva spiegato loro che le persone che hanno fatto domanda d’asilo a Bologna sarebbero state prese in carico, mentre coloro che avevano iniziato le pratiche in altre città dovevano andarsene.
Venerdì, invece, sono stati buttati sulla strada e da allora sono costretti a dormire in stazione o nei parchi pubblici.

Le associazioni antirazziste bolognesi e i richiedenti asilo che erano ospitati nei dormitori hanno nuovamente convocato la stampa per denunciare come le istituzioni, Comune e Prefettura in particolare, non abbiano mantenuto gli impegni presi.
“Già non eravamo d’accordo nel dividere i migranti sulla base della città in cui hanno fatto domanda d’asilo – racconta Roberta Ferrari di Coordinamento Migranti – ma venerdì sono stati chiusi i dormitori e tutte le persone sono state mandate per strada. Si tratta di 150 persone”.

“Molti sabato hanno provato a rivolgersi all’Help Center della stazione – racconta Lancine Sangare, migrante della Costa D’Avorio – ma era chiuso”.
In una nota stampa del 28 marzo, il Comune di Bologna comunicava che “in base alle valutazioni fatte finora, ma il dato potrà cambiare alla fine effettiva del servizio, l’accoglienza proseguirà nelle strutture aperte normalmente a Bologna per circa 50 persone che si trovano in condizioni di particolare vulnerabilità. In questo contesto la decisione del Comune di Bologna di farsi capofila di uno Sprar metropolitano assume anche il significato di ridurre in prospettiva la precarietà delle risposte della prima accoglienza straordinaria per strutturare percorsi in grado di accompagnare i richiedenti asilo verso condizioni di possibile autonomia, attivando misure di supporto tempestivo e fortemente orientate all’integrazione”.

Di fronte al mancato rispetto delle promesse a migranti ed attivisti non resta che tornare a mobilitarsi. Giovedì prossimo, infatti, è prevista un’altra manifestazione per sbloccare la situazione e trovare accoglienza per chi ne ha diritto.

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