Giovedì 3 novembre, alle 18.00 all’Auditorium Biagi di Salaborsa a Bologna, l’associazione Il Manifesto in Rete organizza la presentazione di “Il mestiere della sinistra nel ritorno della politica“, il libro di Stefano Fassina.
All’incontro, oltre all’autore, interverranno il politologo dell’Università di Bologna Carlo Galli, la vicesindaca Emily Clancy e Pierluigi Bersani, coordinati da Sergio Caserta.

Per Stefano Fassina la politica è tornata e la sinistra deve studiare

Ai nostri microfoni Fassina dà qualche anticipazione di quella che sarà la presentazione del suo libro. Che parte da un assunto: la politica è tornata, in particolare con la guerra in Ucraina, ma anche prima, almeno a partire dalla Brexit.
«È evidente che la favola che ci perseguita dagli anni ’90 sulla fine della storia è appunto una favola infondata scritta dai vincitori della Guerra Fredda – afferma Fassina – La politica torna in modo dirompente e imbriglia i mercati». L’economista cita le sanzioni alla Russia e la sua esclusione dal sistema bancario, scelte politiche che fino a pochi anni fa, quando dominava il pensiero liberista, sarebbero state considerate eversive.

Per Fassina, però, la guerra è solo l’ultima manifestazione del ritorno della politica, che al contrario ha fatto capolino nella stagione del Covid e ancora prima, dal 2016, con la Brexit o l’elezione di Trump negli Stati Uniti.
Il ritorno della politica potrebbe quindi essere una buona notizia vista la subalternità della politica ai mercati e alla finanza che abbiamo visto negli ultimi decenni. E soprattutto è una notizia che riapre le prospettive per la sinistra, a condizione che questa si faccia trovare preparata e non lasci solo alla destra la necessità di interpretare la politica.
«Se la sinistra si sveglia e riconosce che quello a cui ha creduto per trent’anni è stata una favola – osserva l’ex deputato – e c’è bisogno di politica, è una buona notizia».

Nel libro sono presenti otto memo per ricordare alla sinistra gli interessi sociali da rappresentare, a partire dal lavoro e dalla rappresentanza di chi lavora nelle nuove forme in cui si presenta oggi l’occupazione. Ma anche la transizione ecologica, altra grande sfida del presente.
Per capire bene il presente, il libro di Fassina propone anche lo studio di alcuni autori, dai classici del marxismo fino a contemporanei che si sono misurati col fase che viviamo, che richiede strumenti analitici per reinterpretare la politica stessa.

Ma esiste nel panorama politico italiano contemporaneo una forza o un partito che possano essere capaci di intepretare questo ruolo?
Fassina rivolge il suo libro esplicitamente a tutta l’area progressista, che prende pezzi del Pd, passando per gli ecologisti ed arrivando al M5S.
«Oggi per interessi rappresentati, cioè per il fatto che il M5S è il primo partito fra gli operai, i precari e i disoccupati, è il movimento che ha le basi sociali più vicine a quelle che dovrebbero essere le basi sociali di un partito di sinistra», conclude l’economista.

ASCOLTA L’INTERVISTA A STEFANO FASSINA: