Dal 17 al 20 gennaio Atelier Sì (via san vitale 69, Bologna) ospita lo spettacolo “Nell’impero delle misure” dedicato all’esplorazione della sconfinata personalità della poeta russa Marina Cvetaeva, personaggio centrale della poesia russa. Le sue poesie e scritti in prosa verranno proposti attraverso una composizione scenica sviluppata grazie a una molteplicità di figure che interpretano le divergenti tensioni e i diversi momenti salienti nella vita della poeta.

Lo spettacolo di Ateliersì, una fusione tra poesia e musica per raccontare Marina Cvetaeva

La poeta, nata alla fine dell’800, si avvicina fin da giovanissima ai movimenti rivoluzionari nel periodo in cui scoppia la rivoluzione russa; questo influenzerà profondamente la sua vita e con essa le sue opere. Come ci racconta il direttore artistico di Atelier Sì Andrea Mochi Sismondi: «Maria Cvetaeva è un’artista che riesce ad andare oltre la misura del linguaggio ordinario; usa un linguaggio quasi cinematografico che porta ad avvicinarsi all’essenza delle cose, l’essenza delle relazioni tra le persone».

La scena si aprirà al principio con la Marina adolescente di Margherita Kay Boudillon, che definisce gli abissi nella sua anima in formazione, prima della rivoluzione d’ottobre. Lo spettacolo inoltre vedrà come protagonista la musica, che rappresenta la poeta nelle diverse fasi della sua vita. Segue infatti la Marina al pianoforte di Francesca Lico: una figura centrata sul rapporto con la madre pianista e che fa inoltre emergere il personaggio della figlia Adriana in un rapporto madre/figlia che si ribalta continuamente. Entrerà poi in scena la cantautrice Angela Baraldi che definisce l’impeto amoroso della poeta. La dimensione poetica si svilupperà invece attraverso la presenza scenica di Fiorenza Menni. In dialogo con le molte, diverse Marine ci sarà Andrea Mochi Sismondi, la cui presenza – come racconta lui stesso – «interpreterà la seconda persona singolare, quindi quel ‘tu’ a cui spesso ci si rivolge in maniera dialogica».

Il titolo “Nell’impero delle misure” viene da una delle poesie più influenti di Marina Cvetaeva che si chiude con i seguenti versi: “Cosa farò io? Smisurata nell’impero delle misure”. Come ci spiega Andrea Mochi Sismondi «C’è proprio una frizione tra la potenza dell’attività creativa ed espressiva della poeta e le contingenze costrittorie della vita quotidiana che portano a sentirsi ingabbiati nell’impero delle misure da cui parte proprio la raffinatezza delle opere di Cvetaeva».

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANDREA MOCHI SISMONDI:

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