Un gruppo di cittadini, il Comitato per una Nuova Caserma Mazzoni, ha in piedi una mobilitazione per rendere una vasta area urbanistica di Bologna est non già l’ennesima speculazione edilizia a base di colate di cemento, ma un luogo verde e vivibile a disposizione del quartiere, avanzando anche precise proposte.

il progetto di Comune e Cdp

E’ stata presentata alla cittadinanza ed alle istituzioni una serie di proposte concrete da attuare nell’area interessata. Leggiamo il documento del Comitato per una Nuova Caserma Mazzoni:

IL CANALE DI SAVENA in connessione con il progetto della  ex Caserma Mazzoni

Il canale di Savena fu scavato nel 1176 in un momento di rinascita della città per portare acque nel centro della città e nell’attivare quelle risorse artigianali prodotte dalla sinergia di intelligenza laboriosa e di numerose attività artigianali …(mulini, lavorazione della seta, della lana, della carta, della pergamena, dell’oro, dell’argento, ecc.). E’ stato il primo Canale scavato a Bologna ed è stato citato anche da una terzina di Dante.

Questa attività svolta con onore portando le acque dalla Toscana fino al cuore di Bologna passando dal lago di Castello dell’Alpi e poi scendendo lungo la vallata del Savena costellata di mulini, è stata svolta con continuità creando lavoro e ricchezza per i Bolognesi.

Ora con l’introduzione dell’energia elettrica tutto è diventato obsoleto e di tutto l’impianto di mulini e di attività artigianali e raccogliamo ora frammenti e memorie di una linea di 4 mulini collegati al Savena: Mulino di Foscherara del 1600, mulino Parisio del 1400,mulino di Frino del 1600 e mulino della Misericordia del 1200 tutti attivati dalle acque del Canale di Savena. Fortunatamente nella parte più esterna alla città il canale è ancora scoperto ed offre, quando la manutenzione corretta e lo consente, delle immagini e e delle visioni molto importanti. A lato dell’insediamento della Caserma Mazzoni oggetto di questi rilievi, scorre Il canale storico di Savena che però ha urgente bisogno di 3 elementi per essere fruibile dai cittadini che abitano nei due quartieri, dai visitatori e dai turisti per essere apprezzato per lo spessore storico che porta con sé e per la facilità di unire due zone altrimenti separate.

  • Una visione unitaria del suo asse in modo complessivo per produrre interventi omogenei e di significato, cosa mai operata sino ad ora.
  • Una manutenzione ordinaria molto carente: manca l’acqua per  lunghi mesi dovuta ad una errata programmazione dei lavori, l’erba cresce anche all’altezza di 2 metri determinando un degrado che si accompagna ai rifiuti, le pareti si fessurano senza che alcuno intervenga, le pareti diventano instabili per la pressione delle radici in corrispondenza di alberature.. e tanto altro compreso elevati problemi di subsidenza nelle zone abitate.
  • Una manutenzione straordinaria che programmi lavori ed attività di un certo impegno, senza dover chiudere l’acqua  per tutto il tratto del Canale come avviene normalmente. Per quanto riguarda il primo punto facciamo riferimento ad un progetto di 4 architetti “salviamo in Savena” che hanno elaborato diverse sezioni che considerano un intervento unitario lungo l’asse del Savena valorizzando flora e fauna, gli aspetti storici ed architettonici  nei manufatti superstiti e creando dove è possibile percorsi, piste pedonali e ciclabili o sentieri per poter  rendere accessibile in modo sicuro il Canale e godere il Canale per le sue peculiarità in tutte le stagioni. Le consigliamo vi vedere un DVD di pochi minuti LE 4 STAGIONI SUL CANALE DI SAVENA.

Il secondo aspetto della manutenzione ordinaria dovrebbe  essere eseguita con più tempestività…per alcune situazioni si aspetta più di un anno e si ricava da ciò un disinteresse da parte del gestore che tassa le proprietà che si affacciano al Canale e predilige interventi con calcestruzzo anche in vasti tratti come una cassa di cemento .   Ovviamente anche il comune dovrebbe dare priorità alle manutenzioni delle frequenti rotture sulla palizzata in legno che proteggono le sponde  del canale essendoci anche problemi di sicurezza particolarmente per i piccoli che numerosi  affollano la pista.

La pista ciclabile e pedonale  nel tratto a lato Caserma è stata chiesta dai cittadini nel 2000 è stata realizzata nel 2004  cambiando e trasformando i flussi di pedoni e ciclisti della zona. Per questo affollamento è importante mantenere la pista in alto, a bordo canale per i pedoni, e nel nuovo insediamento della caserma Mazzoni delineare una pista  solo ciclabile in basso per rendere veloce e meno pericoloso il transito e  così ridurre l’inquinamento prodotto dal transito di automobili con il carico di inquinanti massiccio.
Non siamo ora in grado di valutare quali azioni e quale impegno il Comune di Bologna voglia intraprendere da subito ed in attesa che le attività dell’insediamento incomincino a delinearsi nel momento opportuno. 
Al momento si tratta di recuperare il tempo perduto e di realizzare gli interventi di manutenzione ordinaria e straordinaria urgenti in grado di offrire a cittadini , turisti,  un Canale con l’acqua che scorre; acqua decente  con interventi di pulizia dei materiali che si raccolgono sul fondo, con manutenzione intelligente sulle pareti, in attesa di una attenzione tecnica e professionale su tutta l’asta del Canale.
Si parla da anni di progettazioni di piste ciclabili dalla coop di San Ruffillo a  via San Ruffillo poi a via  del Pozzo fino alla Chiusa di San Ruffillo sempre sulle sponde del Canale con attese inconcludenti proiettate su sfondi inafferrabili.

Gentile Assessore, riteniamo che attraverso la sua sensibilità professionale saprà cogliere gli elementi importanti di questa sollecitazione ed inserire nel contesto del Progetto relativo alla ex Caserma Mazzoni il tema dell’acqua, della ruota idraulica a memoria dei mulini, ed il tema degli orti didattici.
Tenga conto di un dettaglio…lungo tutto il Canale di Savena non c’è un cartello che dichiari “Questo è il Canale di Savena, scavato dai Bolognesi nel 1176 per garantire la sicurezza di Bologna e  per attivare molteplici attività artigianali….”…Come vede c’è molta strada da fare!
Per questo percorso siamo interlocutori affidabili e siamo disposti ad accompagnarla in una visita guidata come abbiamo fatto per tante classi di alunni e gruppi di trekking.

ASCOLTA L’INTERVISTA A MICHELA MARCHIORO DEL COMITATO: