Ormai ci siamo. Il prossimo 28 settembre comincia la nuova stagione di Radio Città Fujiko, la numero 45. Anche per chi fa radio da tanti anni l’inizio del palinsesto è sempre un momento carico di emozioni, speranze, sogni ed aspettative.
In un’epoca di grandissime incertezze, di cui la pandemia è solo l’ultima in ordine di tempo, ci apprestiamo a cominciare un nuovo anno radiofonico con l’energia, la passione e l’impegno che abbiamo sempre messo nel nostro lavoro e con la voglia di continuare a migliorarci per offrirvi qualcosa di indubbiamente diverso nel panorama mediatico italiano.

Gli ultimi anni per la radiofonia bolognese sono stati complicati. Abbiamo assistito a diverse voci che si spegnevano, altre che si affannavano a trovare soluzioni per sostenersi economicamente, altre ancora che hanno ceduto il passo ai grandi network commerciali.
Nella città che idealmente ha inventato la radio, in cui Guglielmo Marconi ha compiuto i propri esperimenti che, insieme all’intuizione di altri studiosi, quasi cento anni fa hanno portato alla nascita del broadcasting, il panorama dell’emittenza radiofonica, sempre ricco a partire dalla metà degli anni ‘70, si sta progressivamente e preoccupantemente assottigliando. E non è una buona notizia.

Parallelamente, però, nascono e si sviluppano nuove forme di comunicazione audio, dalle radio web al podcasting, dalla produzione di audiodoc a esperimenti non facilmente sintetizzabili in una definizione. Una laboriosità creativa a cui, in questi anni, abbiamo prestato attenzione e con cui abbiamo avviato collaborazioni.
Da sempre, infatti, la radiofonia è un campo di innovazione e sperimentazione, in cui tecnologia e linguaggi non possono permettersi di assumere una forma definitiva. È questa una delle ragioni per cui, nonostante sia stata data per spacciata diverse volte – prima con l’avvento della televisione, poi con l’arrivo del web – la radio gode ancora di ottima salute.

Nel riflettere su questo strumento, mi sono convinto che il fascino e il mistero attorno alla radio stia anche nella contesa che ha attraversato tutta la sua storia, quella fra controllo e libertà.
Per definizione e funzionamento, la radio valica i confini, supera gli ostacoli, aggira i divieti e stimola la fantasia e la ricerca. Chi ha provato a farne uno strumento di oppressione e propaganda ha miseramente fallito. La radio è pensiero e, come cantava Lucio Dalla, “il pensiero, come l’oceano, non lo puoi bloccare non lo puoi recintare”.

Radio Città Fujiko: indipendenza, innovazione e comunità

Sono tre le parole chiave che descrivono la nuova stagione di Radio Città Fujiko, così come la sua storia: indipendenza, innovazione e comunità. Attorno a questi tre concetti abbiamo costruito la nostra emittente e il modello che le ha consentito di sopravvivere contro ogni scommessa.
L’indipendenza è un concetto serio, non una parola vuota. Indipendenza significa non dipendere da nessun potentato economico o politico.
Spesso si dice che uno dei problemi del giornalismo italiano è l’assenza di editori puri. È vero. Quando a guidare le logiche di una redazione non sono esclusivamente l’amore per la verità e il desiderio di fornire a cittadine e cittadini un bene prezioso come l’informazione, quando l’attività principale di chi paga gli stipendi non è l’editoria, allora i rischi che il racconto di ciò che succede venga annacquato o stravolto è reale.
Indipendenza vuol dire anche che tanto i successi quanto gli errori sono responsabilità di chi lavora.

La seconda parola chiave è innovazione, ma è opportuno chiarire subito come la intendiamo. Le nuove tecnologie e i nuovi linguaggi al servizio del profitto non ci interessano. Se non cambiano le regole inique della società, i meccanismi che ostacolano l’uguaglianza e impediscono la liberazione dall’oppressione, l’innovazione è solo l’ennesima trovata per mantenere privilegi e status quo.
Facciamo l’esempio delle piattaforme della gig economy. Negli ultimi anni hanno rivoluzionato il mondo della logistica e del delivery, ma i meccanismi che le regolano sono i medesimi: sfruttamento della forza lavoro per arricchire chi sta ai vertici. Tanto è nuovo e innovativo il poter ordinare una pizza attraverso un’app, tanto è vecchio il sistema della paga a cottimo.

Alle latitudini di Fujiko, invece, l’innovazione è al servizio del progresso. Il software libero che utilizziamo per far funzionare completamente la radio, gli applicativi che i nostri tecnici hanno sviluppato per rendere possibili operazioni difficili con programmi proprietari, ma anche la riflessione sul linguaggio che costantemente interroga la redazione, hanno per unico scopo quello di favorire il cambiamento in senso più equo e solidale della nostra società.
E lo abbiamo visto durante il lockdown, quando la radio non si è fermata per un momento, ma ha continuato a funzionare pure con lo smart working e, anzi, ha saputo raccontare quanto stava accadendo, dando spazio anche a quelle fasce sociali che subivano maggiormente l’impatto dell’emergenza e alle iniziative mutualistiche che nascevano per porvi rimedio.

Di qui è facile passare alla terza parola chiave: comunità. Se Radio Città Fujiko è ancora viva, se ha superato gli ostacoli che invece hanno fatto inciampare molte altre voci libere, è solo perché è circondata, permeata e protetta da una comunità. Una comunità che non è formata solo da chi ascolta, ma anche da chi fa la radio.
È cosa di gran lustro poter realizzare, promuovere ed ospitare progetti che utilizzano lo strumento radiofonico per interventi sociali, come i laboratori rivolti a persone marginalizzate da questa società, che attraverso la radio ricostruiscono una rete di relazioni, vincono lo stigma sociale che li accompagna per la strada, valorizzano le proprie capacità, fino a produrre ed offrire format radiofonici di alta qualità a chi è dall’altro capo del ricevitore.

È impossibile sintetizzare in poche righe quali sono le novità, le conferme e le sorprese contenute nel palinsesto 2020-2021 della nostra emittente. Citarne qualcuna farebbe torto a tante altre ugualmente meritorie. Per scoprirle vi rimandiamo quindi alla pagina del nostro palinsesto, ai nostri canali social, ma soprattutto all’ascolto sui 103.1 fm e sullo streaming.
A redattrici e redattori di Radio Città Fujiko faccio un grande in bocca al lupo, affinché possano continuare ad esprimere le proprie idee e la propria passione attraverso la musica e le parole. È motivo di orgoglio fare parte di una squadra del genere, la cui generosità e il cui impegno sono inversamente proporzionali ai pochissimi mezzi a disposizione.
Ad ascoltatrici ed ascoltatori, lettrici e lettori, infine, vorrei dire un enorme grazie per la stima, la fiducia e lo stimolo che mettono nel seguirci con tanto affetto. È grazie ai vostri feedback che possiamo continuare a crescere e migliorare.

Che inizino le trasmissioni!

Il direttore
Alessandro Canella