Nella serata di ieri del Festival di Sanremo (il cui approfondimento potete trovare qui), un particolare dettaglio presente sull’abito di gran parte dei concorrenti e degli ospiti è saltato all’occhio degli spettatori, suscitando curiosità. Stiamo parlando della spilla raffigurante i simboli di “play” e “pausa”. Ma quale messaggio cela questa iniziativa apparentemente silenziosa? Si tratta di una campagna a supporto degli operatori del settore culturale, sferzati dalle chiusure imposte dalle istituzioni. Dopo le manifestazioni di piazza del 23 febbraio e l’iniziativa L’ultimo concerto, un’altra campagna si erge in difesa di teatri, cinema, live club e spazi culturali, questa volta radicandosi sul palco più popolare d’Italia: quello del Festival di Sanremo.

Gli obiettivi della campagna

“Nel mondo dello spettacolo e degli eventi si segue un piano (di produzione) che programma ogni dettaglio di ciò che deve succedere e limita la possibilità di errore. Ad un anno dalla chiusura del nostro mondo siamo orfani proprio di piani.”

Con queste parole si apre la sezione “obiettivi” del sito della campagna

Parole seguite da una serie di rivendicazioni a sostegno di tutti gli operatori del settore culturale: da richieste nel breve periodo, come ristori, alla volontà di una rappresentanza solida e credibile delle varie categorie, arrivando ad una richiesta di riforma completa a beneficio del settore. Ultima ma non per importanza, l’istanza per la riapertura, attraverso protocolli e norme adeguate, per tutti i centri di cultura e spettacolo. Chissà se l’eco partito ieri sera dall’Ariston avrà decibel sufficienti per far smuovere i palazzi romani, da cui, nei giorni scorsi, sono stati stanziati 50 milioni a sostegno della musica dal vivo. 

 Una forte lezione si può, però,trarre dalle difficoltà e dalla svilente disinvoltura con la quale le istituzioni hanno dimenticato gli artefici e i promotori della cultura in questo Paese, ossia che urge unità di voci e d’intenti fra tutte le categorie del settore. Armi di cui il mondo della cultura è sempre stato deficitario, trovandosi così impreparato nel momento del bisogno. Queste numerose iniziative dimostrano che qualcosa sta cambiando, e magari regaleranno al settore una nuova consapevolezza ed un futuro più roseo.

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