L’architettura di Milano è lo sfondo vivido di una storia d’amore passionale tra un figlio della borghesia meneghina, Daddo, e una ragazza bellissima, figlia di intellettuali greci, e studentessa di design, Skilla. È la storia raccontata in “Tramezzino”, libro a fumetti di Paolo Bacilieri, edito da Canicola, un “albettone” di una trentina di pagine in grande formato. Ce ne ha parlato lo stesso autore, Paolo Bacilieri, uno degli artisti più noti e importanti nella scena del fumetto italiano. Autore di numerose graphic novel per Coconino press, Rizzoli, Casterman e molti altri editori, è tra i disegnatori contemporanei più amati della Sergio Bonelli Editore.

“Il grande formato dà della possibilità eccezionali a un disegnatore” ci ha rivelato l’artista. “Ho potuto disegnare la città in cui vivo come non l’avevo mai fatto, disegnare alcuni luoghi e architetture milanesi che amo e che ho cercato di rendere protagonisti”. In questa storia d’amore all’ombra della Torre Velasca, Daddo e Skilla si conoscono al politecnico di Milano e la loro storia è “un amoroso combattimento onirico”, tra desiderio e paura di vero coinvolgimento. Una storia d’amore straordinaria e intensa, un intermezzo amoroso senza particolari drammi.

Il libro è anche un tributo e una dichiarazione sincera dell’autore per Milano, sorta di terza protagonista della storia, una città che l’autore ha definito “complicata, meschina, eroica, fredda, vigliacca, tenera e… meravigliosa”. “Spesso nei fumetti architetture e ambienti sono sfondo solo accennato, qui sono gli ambienti che la fanno da padrone” ha spiegato Bacilieri. “Non ho messo monumenti famosi, ma edifici e luoghi che fanno parte di un tessuto urbano che si è creato a Milano nel dopoguerra, che voglio lasciare sia il lettore a scoprire. Rispetto a vent’anni fa, quando sono arrivato, Milano è cambiata in meglio: più bella, più vivibile, più accogliente. Certo, ci sono anche lati negativi: fenomeni di gentifricazione ci sono anche a Milano così come a Bologna”.

Sara Spimpolo

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