La notizia ha fatto un certo scalpore perché è arrivata alla vigilia di Capodanno. Nicoletta Dosio, 73 anni, militante No Tav è stata arrestata e condotta in carcere ieri pomeriggio, dove dovrà scontare la pena per una condanna ad un anno di reclusione per una manifestazione del 2012 alla barriera di Avigliana dell’autostrada del Frejus. Una sentenza assurda che l’ha raggiunta insieme ad una decina di altri militanti con le accuse di violenza privata, interruzione di pubblico servizio, danneggiamento e imbrattamento.

Nicoletta Dosio e la disobbedienza civile

Fin da subito, Nicoletta non ha richiesto misure alternative al carcere e ha motivato la sua scelta con il voler andare fino in fondo. Una dimostrazione dell’accanimento delle autorità di polizia e giudiziarie contro gli abitanti della Valsusa e in particolare contro il movimento No Tav.
La Procura di Torino ha spesso chiesto condanne esemplari per il movimento che si oppone alla costruzione della linea ad Alta Velocità Torino-Lione. E l’intento è spesso sembrato quello di tentare di dissuadere la popolazione dal protestare e dal lottare, più che una corretta applicazione della legge. Basti pensare la dinamica dei fatti di quel 2012 si riduce all’occupazione dell’autostrada, l’oscuramento della videosorveglianza e il blocco delle sbarre del casello con del nastro adesivo, in modo che gli automobilisti potessero passare senza pagare il pedaggio.

Nicoletta Dosio è spesso intervenuta ai nostri microfoni sia per commentare le vicende generali che riguardavano la battaglia del movimento No Tav, sia per raccontare e spiegare le vicende giudiziarie che l’hanno coinvolta.
A questo proposito vi riproponiamo un’intervista realizzata dalla nostra trasmissione Mezz’ora d’aria alla stessa Nicoletta, in cui spiega perché ha deciso di adottare la disobbedienza civile e dimostra di essere consapevole delle conseguenze in cui avrebbe potuto incorrere.

ASCOLTA L’INTERVISTA A NICOLETTA DOSIO: