Alla vigilia della riapertura dopo il lockdown, sullo scenario politico italiano tenta di imporsi sotto diverse forme la politica di destra. Lo sottolinea lo storico Luca Alessandrini nella rubrica settimanale sulle nostre frequenze.
Da un lato, infatti, le manifestazioni dell’estrema destra e dei neofascisti organizzate per il 2 giugno tentano di scippare e risignificare la festa della Repubblica, nata da un processo esattamente opposto a quello nazionalistico. Dall’altro, le dichiarazioni del presidente di Confindustria Carlo Bonomi non lasciano spazio alle interpretazioni e rivelano un pensiero economico e politico di destra.

Destra imprenditoriale: la produttività viene prima dei diritti

Bonomi è tornato a parlare per attaccare i sindacati e il governo. In particolare, il suo intervento si concentra su due punti. Da un lato, infatti, ha sostenuto che la produttività viene prima degli aumenti retributivi. Tradotto: i profitti delle aziende vengono prima dei diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.
Dall’altro, Confindustria continua a voler smantellare lo strumento della contrattazione collettiva in favore di una contrattazione aziendale, dove i rapporti di potere tra imprenditori e lavoratori sono chiaramente sbilanciati in favore dei primi.

“La contrattazione collettiva è uno dei pilastri delle democrazie moderne – sottolinea Alessandrini – Volerlo smantellare rappresenta esattamente e in modo finalmente chiaro il pensiero di destra”.
Per lo storico, dunque, le categorie politiche di destra e sinistra non sono superate, come qualcuno ha sostenuto negli ultimi anni e all’idea della primazia dell’impresa dovrebbe opporsi l’idea di sinistra che sostiene la precedenza dei diritti sociali.

Destra neofascista: lo scippo del 2 giugno

Domani, 2 giugno, Fratelli d’Italia, Lega ed altre organizzazioni neofasciste, alcune delle quali rievocano esplicitamente la marcia su Roma, scenderanno in piazza. Si tratta di un non nuovo tentativo della destra di scippare e risignificare una ricorrenza che è nata esattamente su contenuti opposti a quelli proposti oggi dai nazionalisti e dai neofascisti italiani.
Il 2 giugno, infatti, si ricorda il referendum del 1946 con la quale i cittadini e le cittadine scelsero la repubblica e rifiutarono la monarchia, dando il via alla stesura della Costituzione.

“La destra vuole appropriarsi di questa festa – sottolinea Alessandrini – come una festa di orgoglio nazionale, di orgoglio italiano. Non può esserci contrasto più stridente, poiché la Costituzione italiana nasce proprio contro il nazionalismo esclusivo dei fascismi. La Costituzione italiana è inclusiva, è cosmopolita e immagina una società aperta e inclusiva, come recitano i diversi articoli dei principi fondamentali e del titolo primo: i diritti sono per tutti”.

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