Un’antologia di 5 racconti di 5 quartieri di 5 città italiane disseminate lungo la penisola, da Nord a Sud, per cercare di leggere dall’interno alcune delle più note periferie d’Italia, spesso chiacchierate ma raramente ascoltate, perché raccontate tradizionalmente da fuori e dall’alto. Questo è Quartieri, viaggio al centro delle periferie italiane, pubblicato da BeccoGiallo Editore, progetto nato da Adriano Cancellieri (IUAV – Venezia) e Giada Peterle (Università degli Studi di Padova), curatori del libro.

La dimensione di confine tra la città dei ricchi e quella popolare di San Siro a Milano, il nuovo orgoglio dell’Arcella a Padova, la memoria del passato operaio della Bolognina a Bologna, le mille contraddizioni di Tor Bella Monaca a Roma, lo stigma subito dagli abitanti dello ZEN a Palermo: questi i quartieri narrati all’interno del fumetto.

Mattia Moro, giovane artista abruzzese, che vive e lavora a Bologna ormai da più di 10 anni, si è occupato di raccontare il quartiere della Bolognina insieme a Giuseppe Scandurra, ricercatore e docente universitario di antropologia all’università di Ferrara.

Partendo dalle origini del passato operaio, passando per il multiculturalismo che convive da sempre nelle piazze della Bolognina, Mattia si chiede dove la gentrificazione e la speculazione edilizia stia andando e cosa riserverà al futuro di questo quartiere.

Ma l’amore per la Bolognina che troviamo all’interno di Quartieri non si ferma qui, ma aveva già gettato le sue radici in un altro lavoro di Mattia Moro, realizzato all’interno del laboratorio artistico Checkpoint Charly. Il progetto, dal titolo Cartoline dalla Bolognina, nasce come opera d’arte partecipativa nel maggio 2016 in occasione del festival B.A.U.M. – Bolognina Arti Urbane in Movimento. Nei giorni del festival, gli artisti di Checkpoint Charly hanno distribuito ad abitanti e visitatori delle cartoline bianche da compilare su cui raccontare episodi e impressioni legati alla Bolognina. Sul muro del laboratorio una grande mappa del quartiere accoglieva i visitatori richiamando la loro attenzione e chiedendo di essere riempita. Le numerose risposte, lasciate ognuna su una cartolina, hanno restituito una narrazione viva e collettiva del quartiere, fatta di esperienze personali e punti di vista, ricordi e visioni sul futuro. Il risultato di questa opera nata grazie al coinvolgimento diretto del pubblico sono 21 cartoline realizzate da diversi artisti e artiste.

Rachele Copparoni

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