Al Centro Studi Donati questa sera un incontro su discriminazioni e antiziganismo in Italia. Il nostro Paese è il più ostile ai gitani in Europa: l’85% degli italiani ha un’opinione negativa sui rom ed è contrario alla loro presenza. All’incontro partecipano la ricercatrice ed attivista Eva Rizzin e Anina Ciuciu, autrice del libro autobiografico “Sono rom e ne sono fiera. Dalle baracche romane alla Sorbona”.

In Italia quasi tutti odiano gli zingari. Lo dice uno studio del 2014, secondo il quale l’Italia risulta essere il Paese dell’Unione Europea più colpito dall’antiziganismo, una delle forme più diffuse di razzismo europeo contemporaneo. Circa l’85% degli italiani risulta avere un’opinione negativa sui rom ed è contrario alla loro presenza all’interno del paese. L’Italia negli ultimi anni è stata più volte condannata da diversi organismi internazionali per le sue politiche sociali verso rom e sinti, spesso unicamente a taglio repressivo.

Da destra a sinistra, l’antiziganismo è molto radicato e accettato e si manifesta attraverso le immagini stereotipate e negative delle comunità rom e sinte, oltre che con il diniego dell’esistenza di secoli di discriminazione, cha ha caratterizzato invece la storia di queste minoranze. Il genocidio di rom e sinti (Porrajmos), subìto ad opera del nazifascismo, è stato per lungo tempo narrato con omissioni e imprecisioni. Persino la Legge 211/2000, che istituisce il Giorno della Memoria, non menziona lo sterminio subito dalle minoranze sinte e rom.

Sono questi i temi che verranno trattati questa sera, alle 21.00, nell’Aula 1 di via del Guasto (angolo Via Zamboni 32), nell’incontro promosso dal Centro Studi Donati con il contributo dell’Alma Mater Studiorum e il patrocinio della Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione.
Sono Rom e ne sono fiera – Discriminazioni e antiziganismo in Italia” è il titolo dell’incontro, che riprende il titolo del libro di Anina Ciuciu, presente all’iniziativa.

Nel volume, Ciuciu narra il viaggio dalla Romania all’Italia del Casilino 900, la baraccopoli sgomberata poi nel 2010, il riscatto in Francia fino a concludere gli studi alla Sorbona, una delle più prestigiose università europee, dove ha conseguito la laurea in giurisprudenza con il sogno di diventare magistrato. Ha mantenuto le sue radici, parla il romaní e cucina secondo la tradizione familiare; si considera anche francese e rumena ed è orgogliosa di esserlo.

All’incontro interverrà anche l’attivista e ricercatrice Eva Rizzin, che ha conseguito il dottorato di ricerca in Geopolitica proprio sul fenomeno dell’antiziganismo nell’Europa allargata. Rizzin è co-fondatrice di OsservAzione, il centro di ricerca-azione contro la discriminazione di rom e sinti, ed ha partecipato a una missione dell’Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa (OSCE) per indagare sulla violazione dei diritti umani dei rom e dei sinti in Italia. Attualmente è ricercatrice al CREAa – Centro di Ricerche Etnografiche e di Antropologia applicata dell’Università di Verona, nell’ambito del Progetto Europeo MigRom.

Ad introdurre la serata sarà Ivana Bolognesi, docente del Dipartimento di Scienze dell’Educazione “Giovanni Maria Bertin” dell’Università di Bologna.