Una cinquantina di notifiche giunte agli indignati bolognesi per l’occupazione dell’ex cinema Arcobaleno durante la mobilitazione del novembre 2011. L’accusa è di invasione di edifici pubblici in concorso.

Essere indignati può costare caro o così rischia di essere per una cinquantina di attivisti che, nel novembre 2011, diedero vita alla mobilitazione del movimento bolognese. Al termine della manifestazione dell’11-11-11, infatti, vennero occupati l’ex Mercato di Mazzo e l’ex Cinema Arcobaleno, entrambi spazi chiusi da tempo.
Mentre con i “Draghi Ribelli”, occupanti dell’ex-mercato, il Comune avviò una trattativa, agli occupanti dell’ex-cinema, tra cui gli “adepti” di Santa Insolvenza, toccò uno sgombero della polizia, che portò fuori di peso i ragazzi all’interno della struttura.

L’obiettivo dei manifestanti era quello di restituire alla città uno spazio culturale chiuso da tempo e in effetti, nei pochi giorni di occupazione, la sala dell’ex cinema si animo di proiezioni indipententi, registrando il passaggio di diversi esponenti della cultura cittadina.
Il nobile intento, però, si scontrò con la posizione della proprietà dello spazio, che chiuse ogni dialogo fino allo sgombero.

Oggi, a quasi un anno di distanza, a quasi un anno di distanza, a circa 50 attivisti è giunta la notifica di fine delle indagini preliminari, atto che solitamente precede la richiesta di rinvio a giudizio. Il reato contestato agli occupanti dell’ex-cinema è invasione di edifici pubblici in concorso.