Sbilanciamoci ha presentato il dossier “Economia a mano armata”. Lacrime e sangue solo per lavoratori e pensionati, mentre le spese militari volano a 30 miliardi di euro per il solo 2012.

La campagna Sbilanciamoci ha presentato ieri a Roma il dossier “Economia a mano armata”, un’analisi su quanto costa al nostro Paese la spesa militare.
Il dossier prende in esame i costi delle missioni all’estero, le spese per i caccia-bombardieri, la flotta navale, il caso Finmeccanica e tutta un’altra serie di voci che compongono la somma totale di quanto l’Italia ha speso e spenderà nel 2012 per gli armamenti.

A pochi giorni dalle polemiche per la parata militare del 2 giugno, si scopre così che ci sono questioni ancor più consistenti per indignarsi.
Le manovre “lacrime e sangue”, l’austerity invocata e praticata, la sbandierata spending review sembrano riguardare solamente lavoratori, pensionati e famiglie, mentre il settore militare continua ad essere unto di ingenti risorse.

30 miliardi di euro le risorse conteggiate da Sbilanciamoci per il solo 2012, una cifra che, come gli stessi promotori sottolineano, sarebbe sufficiente a finanziare almeno un piano straordinario di ammortizzatori sociali e di sostegno al reddito per 300mila precari, la messa in sicurezza di 3mila scuole e il servizio civile (ridotto all’osso da questo governo) per 70mila giovani.