Domenica prossima, 6 aprile, sarà il quinto anniversario del terremoto che distrusse L’Aquila e i paesi limitrofi. Se nel centro storico iniziano a vedersi i cantieri per la ricostruzione, il cuore della città rimane ancora una “ghost town”. Alessandro Tettamanti, del Comitato 3.32, traccia un quadro della situazione nel capoluogo abruzzese.

Nel quinto anniversario del sisma del 6 aprile 2009, L’Aquila si trova ancora a dover fare i conti con un doppio tipo di ricostruzione. Da un lato, ovviamente, c’è la questione edilizia. E la nota positiva viene dal fatto che – al netto di un imperdonabile ritardo – finalmente nel centro storico della città si iniziano a vedere i cantieri, mentre nella periferia i lavori sono in fase più avanzata e molte persone hanno potuto fare ritorno nelle proprie abitazioni. Tuttavia, è “da denunciare la situazione degli inquilini delle case popolari – ci spiega Alessandro Tettamanti del Comitato 3.32 – per le quali i lavori sono molto in ritardo rispetto alla media”.

Dall’altro lato, non meno urgente è un altro tipo di ricostruzione, quella sociale. Il centro storico de L’Aquila “rimane ancora una ghost town – fa sapere ancora Tettamanti – una città difficile con una bassa qualità della vita”, dove “c’è molta disoccupazione, simile a quella nel resto del paese” ma che in un territorio sconvolto da un sisma di quella portata “si fa sentire molto di più”. Un dato particolarmente allarmante è quello dello spopolamento. “Mancano tantissimi giovani fra i 20 e i 35 anni – dice Tettamanti – che partono per cercare lavoro”.

In una situazione di precarietà totale, gli Aquilani si stringeranno nel ricordo dei loro cari e concittadini che persero la vita quella notte di cinque anni in una fiaccolata di commemorazione. Perché se case ed edifici si possono ricostruire (pur a rilento), quelle vite non possono più tornare indietro. Ed è per questo che Tettamanti auspica “una ricostruzione di qualità che non permetta altre stragi di questo tipo in futuro”, perché “sarebbe una sconfitta per tutti”.

Andrea Perolino

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