Dal 10 al 16 dicembre la struttura di accoglienza di via del Pallone ricorda Don Milani e la Scuola di Barbiana con una mostra e un ciclo di incontri. L’ex allievo: “Giovani, guadagnatevi l’autonomia”.

Ai miei ragazzi insegno che le frontiere sono concetti superati“. È questo il titolo dell’iniziativa cominciata ieri e che proseguirà fino al 16 dicembre dedicata alla figura di Don Lorenzo Milani.
Il “sacerdote anarchico” fondatore della Scuola di Barbiana sarà ricordato con una mostra itinerante e con incontri tematici che si svolgeranno presso l‘Albergo Pallone, struttura di accoglienza di via del Pallone.

Il primo appuntamento si terrà questa sera alle 21 ed è intitolato “I Semi di Don Milani. Esperienze educative e montanari di oggi“. Ad intervenire saranno Amelia Frascaroli, assessore alle Politiche Sociali del Comune di Bologna, Francesco Errani e Massimo Ziccone, il sociologo Adriano De Blasi, Maria Amigoni, ex dirigente scolastica, l’insegnante Francesco Panico, insieme a Luca Miselli e Francesca Bergamini. Modera l’incontro Antonio Genovese, docente di pedagogia interculturale dell’Università di Bologna.
Giovedì prossimo, invece, doppio appuntamento. Edoardo Martinelli, ex allievo di Barbiana, incontra i ragazzi delle scuole medie in un’iniziativa dal titolo forte e significativo: “La scuola è sempre meglio della merda“. In serata, invece, Martinelli ripercorrerà la celebre “Lettera a una professoressa“, insieme a don Giovanni Nicolini e al sindacalista Cgil Paolo Inghilesi.

“Molti credono che il metodo di Don Milani fosse mirato a contrastare semplicemente la dispersione scolastica – osserva Martinelli – ma è una visione superficiale”. Per l’ex l’allievo il messaggio della Scuola di Barbiana è più che mai attuale in un periodo in cui la scuola pubblica viene smantellata e l’educazione è funzionale alla classe dirigente. Esempio ne sono le “aule pollaio” in cui è impossibile applicare metodi educativi degni di questo nome.
E ai giovani che in questi tempi stanno manifestando in difesa della scuola, Martinelli suggerisce: “Siate autonomi, non fatevi rappresentare dalle piattaforme che i vostri padri e i sindacati preparano per voi”.