La tragica morte della stella del basket Kobe Bryant ha lasciato sgomento il mondo intero, che grazie alle sue prodezze ha conosciuto e amato l’Nba. A quattro giorni di distanza dal fatale incidente in elicottero, dove ha perso la vita anche una delle figlie, non si smette di parlare dell’asso dello sport, a dimostrazione del segno che ha lasciato nel cuore di tante e tanti.

Kobe Bryant: l’affetto dall’Italia

Anche in Italia, dove Kobe ha vissuto fino all’adolescenza, il ricordo è molto sentito. Nei campetti “Fava” di Bologna, un playground urbano, l’altro giorno è stata improvvisata una piccola cerimonia di addio, con candele gialle e viola, il colore della sua squadra, i Los Angeles Lakers, e i numeri di maglia del campione, l’8 e il 24.
In Italia, del resto, Kobe Bryant tornava ogni anno, in particolare a Gattatico, provincia di Reggio Emilia, dove è cresciuto e da dove lanciava un messaggio di incoraggiamento verso i tanti giovani che cominciavano a far rimbalzare la palla da basket.

Kobe, del resto, era figlio d’arte. Suo padre, Joe Briant, più conosciuto col nome di Jelly Bean, ha giocato a Rieti, Reggio Emilia e Reggio Calabria, dopo aver militato nei Philadelphia 76ers.
Il piccolo Bryant ha presto raggiunto e superato il padre in bravura, fino a diventare l’icona dei Lakers, squadra che non ha mai abbandonato e che lo ha portato al successo mondiale.

Kobe Bryant: l’intervista esclusiva all’ex scout dei Lakers

Durante la rubrica Move to groove, il nostro William Piana, anche lui con un passato cestistico, ha raggiunto e intervistato Adam Filippi, che è stato lo scout proprio dei Los Angeles Lakers ai tempi di Kobe Bryant.
Da Miami, Filippi ha raccontato la grande professionalità, la dedizione al lavoro, ma anche la grande generosità di Bryant, in un ritratto esclusivo che vi riproponiamo in podcast.

ASCOLTA LA PUNTATA DEDICATA A KOBE BRYANT: