A FujikoFocusOn, inauguriamo una serie di interviste ai candidati alle prossime elezioni comunali di Bologna. Sentiremo esponenti che coprano tutto il panorama politico, su argomenti di varia natura ma indicativamente relativi agli eventi in atto nella nostra città, per avere risposte sia sulla stretta attualità sia su temi più generali, per aiutare voi, e noi, a meglio comprendere e, se varrà la pena, scegliere. Il candidato di oggi è Franco Grillini www.grillini.it, che corre come candidato al Consiglio Comunale con l’Italia dei Valori, per Virginio Merola.

Grillini, ex presidente nazionale di Arcigay, parlamentare alla Camera dei deputati dal 2001 al 2008, è un bolognese DOC, che ha scelto di raccontarci la Bologna che vorrebbe. Più libera ed aperta, ma non solo. Per lui i tre concetti chiave, oltre a quelli tradizionali che l’IDV porta avanti da tempo (trasparenza, legalità, rispetto delle regole), sono “le tre T“: talento, tecnologia, tolleranza.

Innanzitutto bisogna promuovere le intelligenze e le capacità locali. “Bologna ha un’università straordinaria, la più antica del mondo; io credo che questa sia una risorsa da valorizzare, soprattutto a partire dagli studenti che devono rimanere in città. Bisogna però costruire le condizioni perché rimangano in città”.

Sulla tecnologia, grandi progetti: “E’ lo sviluppo tecnico il futuro del mondo, e dunque la città deve avere il wireless. Banda larga, anzi: larghissima”. Grillini si definisce “uno che da tempo sogna di fare di Bologna una specie di Sylicon Valley in terra emiliana”.

Ultima (ma non ultima), la tolleranza: “Trent’anni fa è stato inaugurato a Bologna il Cassero di porta Saragozza, e questo ha un po’ cambiato il volto della città per alcuni decenni. Il Cassero è stato l’immagine di una Bologna libera, tollerante, assolutamente disponibile ad accogliere discorsi di libertà, inclusione, accettazione della diversità. Soprattutto quella vicenda ha avuto un grande influsso a livello nazionale. E’ questa l’idea della città che noi abbiamo, della città che vorremmo, della città che ci candidiamo a governare”.

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