Dopo un giro di negoziati prolungato oltre la loro scadenza, le potenze del 5+1 e l’Iran hanno raggiunto uno storico accordo sul nucleare iraniano, che dovrà ora essere sancito definitivamente entro il 30 giugno. Revocate le sanzioni internazionali e fortemente limitata la capacità di arricchimento dell’uranio di Teheran.

L’accordo sul nucleare iraniano è arrivato, salutato dai festeggiamenti per le strade di Teheran e dalla soddisfazione del capo della diplomazia europea Federica Mogherini e del ministro degli Esteri iraniano Javad Zarif. Un contenzioso che si trascina da più di dieci anni volge così al termine, con un’intesa di portata storica tra le potenze del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite insieme alla Germania e l’Iran. Si dovrà ora attendere la firma finale, prevista entro il 30 giugno, sull’accordo quadro uscito dall’ultimo round di negoziati a Losanna, prolungati di due giorni oltre la loro scadenza stabilita su volontà dello stesso Barack Obama, che esulta parlando di “un’intesa storica” che “se pienamente applicata” impedirà a Teheran di ottenere l’arma nucleare.

In base ai parametri dell’accordo verrà limitata fortemente la capacità di arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran, ridotta dei due terzi, e verranno chiuse tutte le centrali nucleari iraniane eccetto quella di Natanz, per un numero di centrifughe che dovrebbe aggirarsi intorno alle 5mila. Se dunque l’intesa prevede grandi concessioni da parte di Teheran, che sarà sottoposta a un controllo stringente da parte dell’Agenzia dell’Energia ato­mica (Aiea), la Repubblica islamica potrà proseguire legittimamente il suo programma nucleare a scopo civile, così come già sancito dall’accordo di Ginevra del novembre 2013. Ma il fatto più importante è che verranno revocate tutte le sanzioni internazionali, primarie e secondarie, imposte negli ultimi anni, i cui effetti avevano colpito in primis la popolazione iraniana.

“Finalmente con questo accordo l’Iran non è più isolata in Medio Oriente e siede a pieno titolo nella comunità internazionale – sottolinea il giornalista del Manifesto Giuseppe Acconcia – e può suggellare il suo ruolo centrale nella soluzione dei conflitti che attraversano quell’area, come Iraq, Siria, Afghanistan e Yemen. Sono stati fatti passi avanti incredibili rispetto alla vigilia – spiega Acconcia – grazie soprattutto alle pressioni venute da alcune figure dell’amministrazione americana, Barack Obama in testa”. Snodo fondamentale, in merito alle sanzioni internazionali, è – secondo il giornalista – capire chi dovrà sancirne la fine: “l’Iran vuole che siano le Nazioni Unite, in modo da da bypassare il Congresso degli Stati Uniti a maggioranza repubblicana e fortemente contrario a questo accordo. Ma già dalle dichiarazioni di Federica Mogherini si intuisce che le sanzioni saranno cancellate prima di tutto in sede delle Nazioni Unite”. Una grande conquista, insomma, per i negoziatori iraniani.

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