Si chiamerà Intra-logos il progetto per l’inserimento nel mondo lavorativo rivolto ai detenuti, siglato dalla Provincia di Bologna con il Comune, l’Azienda pubblica Servizi alla Persona (ASP), la Casa Circondariale e Cup 2000. La Casa Circondariale selezionerà 6 detenuti che beneficieranno di un tirocinio presso il Cup 2000, al cui interno svolgeranno la mansione di operatore di Call Center.

Come fare in modo di reintegrare gli ex-detenuti all’interno di un mondo del lavoro attanagliato da una persistente crisi? Garantendo la formazione, questo è l’obiettivo delineato all’interno del protocollo stilato dalla Provincia di Bologna con il Comune, la Casa Circondariale, l’ASP e il Cup 2000. “L’Europa ci chiede di risolvere i problemi riguardanti le carceri italiane, l’iniziativa Intra-logos vuole inserirsi tra le soluzioni alla crisi carceraria”, così il Direttore della Casa Circondariale Claudia Clementi illustra il progetto, rivolto ai detenuti del carcere bolognese, che vedrà l’assegnazione di sei borse di tirocinio presso il CUP 2000 nel settore Call Center.

“Non si tratta di un classico impiego di Call Center nel commerciale, quello che noi offriamo è una formazione rivolta all’ambito sociale e sanitario” spiegano i rappresentanti del CUP 2000, azienda che in passato si era già offerta come partner per progetti simili. Quella che verrà offerta ai detenuti, che non sono ancora stati selezionati, è un’opportunità con obiettivi formativi a lungo termine che non debbano esaurirsi una volta concluso il progetto ma che possano continuare anche dopo, una volta conclusa la detenzione. Da parte dei rappresentanti comunali, in questi giorni impegnati anche sul fronte dell’emergenza abitativa, casa e lavoro devono continuare ad essere una priorità d’intervento in quanto “senza di essi coloro che appartengono alle fascie più fragili della popolazione rischiano facilmente di tornare in una situazione di marginalità e, in alcuni casi, di crimine”.  

“Per questo motivo la rete istituzionale è importante ed occorre moltiplicare questo tipo di iniziative”, afferma Gianluca Borghi dell’ASP, l’azienda che aveva siglato il programma ACERO, concentrato sul reinserimento sociale di 45 detenuti.

Il progetto Intra-Logos, finanziato con le risorse del Fondo Sociale Europeo, dovrebbe partire tra giugno e novembre di quest’anno.

Michela Sartini

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61