Tra le tante fonti di preoccupazione, sanitarie ed economiche, legate al coronavirus e alle misure di contrasto adottate dalle Regioni, c’è anche un effetto collaterale positivo. A Bologna e in Emilia Romagna, nei giorni in cui è in vigore l’ordinanza che chiude le scuole ed altri luoghi, la qualità dell’aria è sensibilmente migliorata, in alcuni casi dimezzando la concentrazione di inquinanti. Lo si evince consultando le tabelle quindicinali di Arpae, l’agenzia ambientale regionale, da cui emerge la riduzione di pm10 ed altre sostanze nocive per la salute

Inquinamento: i “benefici” dell’emergenza

Guardando la tabella di Arpae, l’ordinanza anti-coronavirus è entrata in vigore quando, in molte città dell’Emilia Romagna, si erano registrati tre, quattro o addirittura cinque giorni consecutivi di sforamento dai limiti di legge. In particolare, la quota dei 50 microgrammi era stata superata ampiamente in tutte le nove province della regione nella giornata di domenica 23 febbraio.
Dal giorno successivo, lunedì 24 febbraio, che è anche la data in cui è entrata in vigore l’ordinanza, la qualità dell’aria è cominciata a migliorare sensibilmente. In alcune province la concentrazione di pm10 ha quasi rasentato lo zero.

La tabella di Arpae

Il merito, va detto, non è tutto degli stop imposti dall’ordinanza. Dopo settimane senza precipitazioni, negli ultimi giorni abbiamo visto arrivare deboli piogge o nevicate che hanno contribuito a ripulire l’aria.
In ogni caso, l’emergenza sanitaria scaturita dal Covid-19 sembra avere avuto un impatto maggiore di alcune misure adottate dalle amministrazioni pubbliche quando l’inquinamento sfora i limiti consentiti dalla legge. I blocchi del traffico o le domeniche ecologiche, in particolare in assenza di controlli capillari, difficilmente hanno raggiunto il risultato che si sta manifestando in questi giorni.

La lezione ambientalista: ridurre l’inquinamento si può

“Premesso che non trovo nulla di positivo nel coronavirus e che non possiamo pensare di risolvere il problema dell’inquinamento bloccando tutto – osserva ai nostri microfoni Francesco Luca Basile, portavoce della campagna Aria Pesa – L’emergenza è stato un casuale esperimento per capire l’incidenza del traffico veicolare nelle emissioni inquinanti, non solo in Emilia Romagna, ma in tutta la pianura padana, dal momento che anche Veneto e Lombardia sono interessate dalle ordinanze”.

Per Basile occorre però incrociare i dati sulla qualità dell’aria con quelli metereologici e raffrontarli anche con l’effettiva riduzione del traffico in questi giorni. Inserendo tutto in modelli matematici che possono fornire con precisione delle analisi, la situazione di emergenza potrebbe essere utile sia per la scienza, che impara anche in contesti difficili, sia per la politica per porsi degli obiettivi.
In particolare, una soluzione già nota potrebbe essere quella del trasporto ad emissioni zero, che permetterebbe di conseguire l’obiettivo di ridurre l’inquinamento senza sacrificare l’economia e le relazioni sociali e umane.

ASCOLTA L’INTERVISTA A FRANCESCO LUCA BASILE: