Fabiano Ballarin – in arte Inoki – torna in scena con un pezzo che travolge. Per chi già non lo conoscesse, suggeriamo Il mio paese se ne frega e Non mi avrete mai, che sono brani degli anni ’00 che non sono ancora stati eguagliati, come espressione della forza pura della strada. Nei brani di Inoki è tutto vero.

Non c’è patinato, non c’è esibizione di brand & lifestyle; ci sono domande che esigono risposta, ci sono sentimenti immediati, c’è la rivolta vera; quella che non troverete nel resto della scena rap italiana, quella che ognuno nel suo piccolo non sa esprimere con le parole che gli sono state insegnate a scuola. C’è la lettura di un periodo pandemico, rimato da un professionista che ha scelto di tornare in scena perchè è adesso che c’è bisogno della sua voce, è adesso che chi non ha voce ha bisogno di qualcuno che lo faccia sentire meno solo, senza pucciosi buonismi

Trema non è un pezzo armonioso, e neanche facile, il flow scorre alternato e veloce, quasi rabbioso, ma impeccabile e preciso come la lama di un sicario, o di un chirurgo; mentre scopre i nervi di un sistema complesso e farraginoso con la poesia degna del rapper di Provincia ormai cresciuto e ha gli occhi disincantati di chi ha guardato dietro le scene e ha visto i trucchi del prestigiatore.