Sei pronta per le feste? Sei preparato per almeno quattro ore di sopportazione di parenti antipatici e molesti? Per lo zio reazionario, la cugina razzista, il cognato impiccione, il padre mansplainer?
Se non ti sei preparato con lo yoga kundalini, il training autogeno, la riflessologia facciale, lo Xanax preventivo o l’etilismo prefestivo, non disperare: c’è una nuova via d’uscita, un’insperata luce in fondo al tunnel. È la “Indovina-il-primo-parente-che-parlerà-a-sproposito Challenge“.

La challenge sui parenti molesti

Si tratta di una sfida, prima di tutto con te stesso/a e poi con la prevedibilità dei nostri sgradevoli parenti, che ti permetterà di alienarti in modo legale e superare la difficilissima prova annuale che convenzionalmente e occidentalmente viene chiamata “Natale”.
Diciamo subito che non si vincono premi in denaro, soggiorni in località esotiche e nemmeno il tradizionale prosciutto del discount. L’unico premio che si può vincere è la sopravvivenza. Ti pare poco?

La “Indovina-il-primo-parente-che-parlerà-a-sproposito Challenge” è una sfida al tempo stesso semplice ma articolata.
In poche parole si tratta di indovinare – ATTENZIONE: prima che cominci la cena della Vigilia o il pranzo di Natale, altrimenti non vale – quale sarà il primo parente (o commensale, se il tuo pasto prevede anche la presenza di persone con cui non hai vincoli di sangue) che farà una classica uscita inopportuna. Una battuta oscena, una domanda indiscreta, una considerazione allucinante.

Fin qui sarebbe facile, perché alla fine, tuo malgrado, conosci i tuoi polli.
Per rendere appassionante la sfida abbiamo pensato a 7 macro-categorie, che rispondono ad altrettante sfere o argomenti in cui si cimenterà il parente inopportuno.
Ecco le categorie:

  • Lavoro e studio. Generalmente questa categoria attiene a semplici domande, che all’occhio profano possono apparire innocue o ispirate da pura curiosità ed affetto. In realtà sono un inutile accanimento di persone che spesso incontri solo a Natale mentre negli altri 364 giorni si disinteressano della tua vita. Quindi non hanno alcun diritto di mettere il dito nella piaga, più o meno volontariamente.
    Esempi tipici di questa categoria sono le domande “Ti sei laureato?”, “Hai trovato lavoro?”, ma anche interrogativi più elaborati e insidiosi, tipo: “Con tutti gli studi che hai fatto, che lavoro hai trovato?”.
  • Relazioni e sessualità. Un altro grande classico del non farsi i cazzi propri a Natale. Anche in questo caso, il parente vuole indagare aspetti della nostra vita che non lo riguardano, ma a volte le risposte potrebbero non piacergli e la cosa comprometterebbe la tua digestione, già provata dalla quantità di lipidi di questi pasti. Le domande possono andare dal “hai trovato la fidanzata?”, “allora quando ti sposi?”, ma anche essere più spinte, esercitando la proverbiale pressione patriarcale del “a quando un bambino?”. Va sottolineato che in questa categoria trionfa spesso e volentieri il sessismo patriarcale, per cui le donne sono le principali vittime. Ma non dimentichiamo nemmeno l’omofobia: proveniamo da una famiglia che vive nel 2020, ma al cui interno ha membri che si comportano come se fosse il 1327.
  • Razzismo e autoritarismo. Se è vero che “in vino veritas” perché quei cazzo di parenti sparano stronzate fasciste e razziste prima di essersi sbronzati? Una domanda che resterà senza risposta per altri secoli. Eppure, il buonsenso intimerebbe di usare prudenza quando ci si trova in consessi dove ci sono persone che non si frequentano abitualmente, di cui si ignora l’orientamento politico e la visione del mondo. “Un bel tacer non fu mai scritto”, diceva il poeta, ma evidentemente c’è chi pensa che al legame di parentela corrisponda un legame politico. Ma solo se l’ideologia rivendicata pubblicamente è eversiva e incostituzionale. Tipiche frasi: “Quando c’era lui”, “Ci vorrebbe la dittatura”, “Aiutiamoli a casa loro”, “Non sono razzista, ma sono troppi”, eccetera, eccetera, eccetera.
  • Paternalismo, already known as “Boomer alla riscossa”. Natale cade alla fine dell’anno e ogni fine coincide con un bilancio. Dev’essere per questo che solitamente i commensali più anziani si sentono autorizzati a dispensare consigli di vita, a insegnare come si sta al mondo. Anche se questi consigli non sono affatto richiesti. Dobbiamo nutrire comprensione: spesso queste persone non hanno davanti un grande orizzonte temporale e queste sono le ultime occasioni che hanno per dimostrare come hanno sprecato la propria vita. Compatimento sì, ma in ogni caso le affermazioni di questa categoria risultano valide per la sfida.
  • Esperti del settore altrui. Un’altra grande sfera di esternazioni, molto simile alla precedente, riguarda coloro che pretendono di avere ragione o di possedere più conoscenze in un settore che non hanno mai coltivato e che casualmente è quello di tua competenza. Tu puoi avere fatto tutti gli studi e le specializzazioni di questo mondo, avere maturato un’esperienza infinita nel settore, ma basterà loro una frase tranchant, se non imperativa, per pretendere di aver proferito la verità assoluta. In questi casi è probabile che la partecipazione alla challenge non sia sufficiente per sedare la tua gastrite. Ti consigliamo di munirti di Gaviscon.
  • Alimentazione. I cenoni o i pranzi di questo periodo dell’anno sono un supplizio sia per chi ha fatto scelte alimentari non mainstream, ma anche per chi ha problemi alimentari, come intolleranze ed allergie. La stupidità del parentado non farà distinzioni e non risparmierà nessuno. Contrariamente a quanto si creda, infatti, il senso di questi pasti non è la convivialità, ma l’ostentazione di opulenza e di chiusura mentale, spesso farcite da apologie acritiche e ignoranti della tradizione.
  • Varie. Per non rischiare di escludere qualche esternazione particolare, magari legata al contesto, in questa categoria rientrano tutti gli altri casi non contemplati dalle precedenti enunciazioni. Possiamo con certezza affermare che anche questa categoria ci darà grandi soddisfazioni.

RICAPITOLANDO: per partecipare alla “Indovina-il-primo-parente-che-parlerà-a-sproposito Challenge” è necessario abbinare due elementi, il “chi” e il “cosa”. Il primo è il parente che romperà le acque dello sproposito, la seconda è la categoria in cui rientra la sua affermazione.
Buona fortuna e buon Natale!