Giovedì 17 Settembre – Gianluca Petrella e Pasquale Mirra – ore 21.30

Gianluca Petrella e Pasquale Mirra. Trombone, elettronica, vibrafono e percussioni. Due strumenti acustici dal timbro chiaramente diverso e le rispettive incursioni nell’elettronica. Un duo atipico in un gioco di equilibri tra melodia, ritmo, armonia ed elettronica. La voglia e la curiosità di entrambi i musicisti di esplorare con leggerezza territori musicali diversi nei quali potersi soffermare e insieme riprendere un nuovo percorso da seguire lasciando che la musica possa determinarne il tragitto. La sintonia tra i due musicisti lo permette.

Gianluca Petrella

Uno dei più talentuosi trombonisti al mondo (ha vinto per due anni consecutivi il celebre “Critics Poll”della rivista Down Beat, nella categoria “artisti emergenti”), Gianluca Petrella (classe 1975) ha iniziato la sua carriera oltre 20 anni fa. Ha collaborato con artisti internazionali –quali Steve Swallow, Greg Osby, Carla Bley, Steve Coleman, Tom Varner, Michel Godard, Lester Bowie, Sean Bergin, Hamid Drake, Marc Ducret, Roswell Rudd, Lonnie Plaxico, Ray Anderson, Pat Metheny, Oregon, John Abercrombie, Aldo Romano, Steven Bernstein e la Sun Ra Arkestra diretta da Marshall Allen – e con importanti musicisti italiani come Enrico Rava, Paolo Fresu, Stefano Bollani, Giovanni Guidi solo per citarne alcuni. È oltremodo attivo anche in territori extra-jazzistici, soprattutto con i vari progetti dedicati all’elettronica e ai relativi lavori discografici collegati come nel caso dei celebrati “9lazy9” (Ninja Tunes) o gli osannati e ormai storici Matmos.

Relativamente a questa dimensione, è importante segnalare la pubblicazione del vinile “103 Ep” (Ele tronique.it Records) e le collaborazioni di rilievo con i celebri Ricardo Villalobos e Max Loderbauer -nel progetto “Re: ECM” –con Moritz von Oswald e con i dj Nicola Conte e Ralf. Petrella ha inoltre un or ginale progetto in duo con la danzatrice Luisa Cortesi, “Liquido”.

Attualmente, in qualità di leader, è attivo con il quintetto “Cosmic Renaissance” (con Mirco Rubegni, Francesco Ponticelli, Federico Scettri, Simone Padovani); il nuovissimo “Trio 70’s” con Michele Papadia e Stefano Tamborrino; l’ormai consolidato e acclamato duo con Giovanni Guidi, “SoupStar”, fresco di registrazione per ECM e di importanti tournée estere (anche in trio con Gerald Cleaver o in quartetto con Louis Sclavisnel progetto“Ida Lupino”); il progetto in solo “Exp and Tricks”, un vero e proprio viaggio musicale nei cortometraggi dei primi anni del Cinema (produzione originale in collaborazione con la Cineteca di Bologna); in duo con Gabrio Baldacci. Da segnalare anche l’intensa collaborazione con Enrico Rava e con Paolo Fresu.

Pasquale Mirra

Considerato uno dei vibrafonisti più interessanti della scena italiana ed internazionale.

Collabora e ha collaborato con grandi improvvisatori della scena mondiale, tra i quali: Michel Portal, Fred Frith, William Parker, Rob Mazurek, Hank Roberts, Nicole Mitchell, Tristan Honsinger, Ernst Rijseger, Ballakè Sissoko, Butch Morris, Lansiné Kouyaté, Jeff Parker, Micheal Blake. Nel 2013, 2014 e 2015 viene nominato miglior vibrafonista italiano dalla rivista di settore Jazz it. Nel 2014 e nel 2015 inoltre considerato tra i migliori musicisti dell’anno per i critici della rivista Musica Jazz.

Dal 2008 collabora stabilmente con il noto percussionista americano Hamid Drake con il quale suona e ha suonato in diversi progetti partecipando a numerosi Festival in America e in Europa.

Con i Mop Mop, gruppo con cui collabora stabilmente da 15 anni suona in numerosi Festival europei e prende parte alle musiche del film “To Rome with Love” del regista e attore americano Woody Allen. Dal 2015 suona con il gruppo C’mon Tigre con i quali ha suonato in molti Festival italiani ed europei.

E’ membro del Collettivo Bassesfere, associazione per lo sviluppo e la diffusione della musica improvvisata e di ricerca.

Venerdì 18 Settembre – Gli Avvoltoi (35° Anniversario) – Ore 21.30

In tour per il 35 anni di attività con l’antologia “Questo Gioco Rende Eroi – 1985-2020” che ripercorre tutta la loro incredibile storia. Dagli esordi dedicati anima e corpo al Beat al rifiuto di Sanremo del 1990, dai festival indipendenti ai primi posti delle classifiche di settore, dallo continuo sviluppo musicale e artistico ai riconoscimenti importanti, dai cambi di formazione alla rinascita.

Gli Avvoltoi sono davvero tante cose in una e chi ha avuto il piacere di vederli almeno una volta nella sua vita in concerto lo sa. “Questo gioco rende eroi” è un riassunto della carriera del gruppo che desterà curiosità sia a chi gli Avvoltoi li ha seguiti dall’inizio, ma soprattutto farà conoscere le variegate sonorità a chi non ha mai avuto occasione di approfondire.

Sabato 19 Settembre – Indianizer – Ore 21.30

Indianizer nasce nel 2013 come esperimento lisergico per viaggi mentali. Attualmente la band è totalmente concentrata sulla congiunzione di anima e corpo attraverso il ballo, interpretato come chiave per raggiungere una condizione estatica di trance. Mischiando in un unico cocktail l’attitudine del rock psichedelico, i ritmi sudamericani e il mood africano, Indianizer crea un particolare tipo di world music definita da loro stessi “psych-tropical-beat”.

La dimensione preferita è quella del live, infatti il quartetto torinese continua a suonare praticamente ovunque in Europa, partecipando a importanti festival come Transmusicales ed Eurosonic e condividendo il palco con artisti di fama internazionale come Os Mutantes, King Gizzard And The Lizard Wizard, Hailu Mergia, Elektro Guzzi, Black Lips e Fat White Family.

Dopo 2 EP (Pandas, Jungle Beatnik) e 2 LP (Neon Hawaii, Zenith) il 18 Ottobre 2019 pubblicano il nuovo album Nadir via Edison Box Records.

Nadir, terzo album di Indianizer, è lo step conclusivo di una trilogia spontanea e non dichiarata.

Se Neon Hawaii (2015) raccontava un viaggio alla ricerca di un posto nascosto sotto il sole e Zenith (2018) voleva inseguire la luce attraverso l’oscurità, Nadir investiga dentro misteri irrisolti e verità mai rivelate. In quanto l’esatto opposto di Zenith, Nadir è stato composto in maniera simmetrica.

Visioni oscure e atmosfere malinconiche permeano l’intero album: Cleopatra come un’irraggiungibile e immaginaria regina dei tuoi sogni, scimmie e sfingi che danzano sulla luna, trappole in fondo a un buco profondo, cieli che cadono e la Terra che brucia. Tutti viviamo nel labirinto del nuovo millennio.

Seguendo la propria natura, i ritmi del mondo sono ancora il fulcro della musica della band, anche se in questo lavoro, senza lasciarsi alle spalle la lezione imparata dalle pulsazioni sudamericane e africane, abbracciano maggiormente la disco music del Medio Oriente. Il suono più crudo rispetto a Zenith è il risultato di un delicato equilibrio fra prese dirette registrate su nastro e overdubs effettuati in digitale.

Nadir è un album pensato per i concerti dal vivo e nato proprio a bordo dei dancefloors. Parole e canzoni sono state sputate fuori, di getto, battezzate durante i numerosi concerti in giro per l’Europa. Infatti sono state utilizzate tre lingue: inglese, spagnolo e creolo, alcune volte mischiate fra loro per creare un nuovo spazio linguistico.

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Montagnola Republic fa parte di Bologna Estate 2020, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Destinazione Turistica.

Montagnola Republic sarà aperta tutti i giorni, dalle 16.00 alle 01.00, fino a fine settembre. Gli eventi saranno a ingresso gratuito fino a esaurimento della capienza e nel rispetto delle misure e dei protocolli di contrasto al Covid-19.