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Ritorna Terra di Tutti Film Festival, la rassegna di film e documentari dal sud del mondo organizzata dalle ong Cospe e Gvc. Numerose le proiezioni, mostre e incontri previsti al cinema Lumière e al Tpo tra l’8 e il 12 ottobre.

Giunto alla sua ottava edizione, Terra di Tutti Film Festival è anticipato da un evento speciale fuori programma: mercoledì 1 ottobre verrà proiettato “Io sto con la sposa“, il documentario che ha riscosso grande successo a Venezia e che racconta la storia di cinque profughi siriani e palestinesi sbarcati a Lampedusa e diretti in Svezia con l’escamotage di un falso matrimonio per oltrepassare le frontiere. E proprio le frontiere, rappresentate dalla Fortezza Europa e dalle tragedie che la circondano, andranno ad aprire il festival mercoledì 8 ottobre, con diverse pellicole, anche “made in Bologna”, che riportano l’attenzione su un tema che “purtroppo rimane di drammatica attualità”, come sottolinea Stefania Piccinelli, direttrice artistica del TTFF.

Spazio anche al tema delle rivoluzioni, dalle (ex?) primavere arabe, alle manifestazioni studentesche in Cile e a quelle contro i mondiali in Brasile, passando per Taksim e il Gezi Park, dove le parole d’ordine dei movimenti sono le stesse nelle quali si riconoscono anche gli organizzatori del festival: equità, giustizia, accesso all’educazione per tutti. In questo senso si muovono anche le iniziative rivolte a ragazzi e bambini presenti all’interno della rassegna: i laboratori creativi per bambini e “Schermi e lavagne“, un progetto di educazione all’immagine in movimento.

Per quest’anno è prevista la collaborazione con il festival francese Alimenterre, con un approfondimento sui modelli di agricoltura equa, e la presentazione della piattaforma “Stop water grabbing!” per denunciare lo sfruttamento delle risorse idriche nel mondo.
Un focus anche su Gaza, raccontata attraverso i fumetti e le illustrazioni della mostra “(S)trip to Gaza: pencils not bombs” e il documentario “About Gaza” di Simone Camilli, il videoreporter che ha perso la vita proprio nella Striscia.

Il TTFF si conclude con le illusioni di vita migliore delle prostitute africane del film Sexy money, passando così il testimone a Gender Bender, il festival internazionale sull’identità di genere e di orientamento sessuale organizzato da Il Cassero lgbt center di Bologna, nella speranza, secondo Stefania Piccinelli, di “creare una sensibilità che sia portatrice di cambiamento”.

Luigi Grifone