In seguito alla decisione del governo di chiudere i cinema, formalizzata nel DPCM entrato in vigore il 26 ottobre 2020, l’ANEC – Associazione Nazionale Esercenti Cinema, risponde prontamente con una lettera indirizzata al Ministro della Cultura Dario Franceschini e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Nella lettera, visionabile sul sito dell’associazione, l’ANEC esprime disapprovazione e preoccupazione per l’impatto devastante che lo stop serale delle attività culturali avrà sulle sale cinematografiche e chiede provvedimenti adeguati a tutela delle stesse.

Il silenzio della cultura secondo l’ANEC

In primo luogo, nella lettera, l’ANEC chiede al governo di fugare il dubbio che la chiusura del comporto dello spettacolo non sia dovuta a questioni legate alla sicurezza, sottolineando come questa sia garantita ad alti livelli. Lo conferma ai nostri microfoni Andrea Malucelli, presidente dell’associazione in Emilia Romagna, assegnandone il merito al pubblico, che con rispetto e senso di responsabilità, ha contribuito a fare delle strutture dei cinema dei luoghi sicuri. La lettera prosegue ripercorrendo gli sforzi fatti dalle sale cinematografiche durante i cinque mesi trascorsi dalla ripartenza per garantire la sicurezza e per ristabilire un rapporto con il pubblico, sforzi vanificati dalle misure del nuovo DPCM.

L’Associazione lamenta la mancanza di una risposta alla richiesta di un sostegno per la forte campagna di comunicazione che è stata attuata alla riapertura delle sale e chiede al governo che venga predisposto un piano di lavoro concreto per la prossima ripresa, prevista fra quattro settimane, nel momento dell’anno che più attrae il pubblico. Compromettere il periodo natalizio infatti, scrive Mario Lorini presidente nazionale ANEC, sarebbe una condanna a morte per l’intero comparto delle sale cinematografiche e per tutte le aziende e le figure professionali addette.
Secondo l’ANEC, il governo dovrebbe trarre degli insegnamenti dalla criticità che hanno rallentato la ripartenza in estate per agire oggi in maniera migliore e garantire un sostegno alle imprese e ai lavoratori durante il periodo di inattività, aprendo un tavolo con l’obiettivo di concordare le iniziative per la ripartenza.

Inoltre, l’Associazione mette in luce la necessità di far ripartire il cinema facendo affidamento sulle numerose produzioni nazionali, sostenute con denaro pubblico, invocando un’azione diretta da parte del governo e del Ministero perché tutti i film già pronti possano uscire sugli schermi senza il ricorso a soluzioni diverse o deroghe. Dello stesso auspicio è Andrea Malucelli, il quale sottolinea l’opportunità di richiamare il pubblico e di dare visibilità ai film del nostro territorio, e l’importanza rivestita dalla struttura culturale del cinema come momento di socialità ancora presente nei centri cittadini.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ANDREA MALUCELLI: