Saliranno (meteo permettendo) sul palco per la prima volta dopo il lockdown e sarà questa sera a Bologna, più precisamente a Montagnola Republic, la rassegna di Arci e Binario 69 al parco della Montagnola. Domani, poi, saranno a Pistoia ed hanno in calendario altre tappe, anche se sono già entrati in studio per un nuovo lavoro.
I Winstons, la band “anarco-psichedelica” composta da Enro Winston, Rob Winston e Linnon Winston, al secolo rispettivamente Enrico Gabrielli, Roberto Dell’Era e Lino Gitto, sbarcano a Bologna.

“Piano piano la musica dal vivo ricomincia – osserva ai nostri microfoni Enrico – Anche se è un settore su cui ci si è accaniti parecchio”
Il musicista racconta della brutta esperienza vissuta con un’altra formazione di cui fa parte, i Calibro 35, all’Idroscalo di Milano. Il concerto non si è potuto tenere perché i seggiolini sugli spalti distavano 96 centimetri invece che un metro. “Per quattro centimetri non abbiamo potuto suonare – continua – mentre vedo nei ristoranti tavolate di 15 persone che non sono tutte congiunti”.

Montagnola Republic: arrivano i Winstons

Questa sera, se spiove, il trio salirà sul palco di Montagnola Republic, dove porteranno semplicemente se stessi. “Facciamo come Jimi Hendrix – osserva Gabrielli – Non portiamo l’ultimo disco come concept, ma anche cose vecchie e, chissà, forse anche cose nuove”.
L’ultimo disco, per la cronaca, è “Smith“, uscito a maggio 2019. Un album che vanta collaborazioni internazionali di alto prestigio, come Nick Cester dei Jet, Mick Harvey dei Bad Seeds o Richard Sinclair dei Caravan.
“Sono amici”, afferma il musicista. Come amici sono senz’altro Rodrigo D’Erasmo e Federico Pierantoni, che compaiono nelle collaborazioni del disco.

La dimensione internazionale è abbastanza naturale per i Winstons, ma non si sentono investiti del ruolo di “sprovincializzare” la musica italiana.
Eppure, lo stesso Gabrielli un contributo in questa direzione l’ha dato. Basti pensare che nella sua prolifica carriera ha suonato con Mike Patton e Pj Harvey.
In realtà le collaborazioni sono infinite e, nella chiacchierata ai nostri microfoni, è spuntato anche un piccolo giallo. Nella pagina di Wikipedia dedicata ad Enrico Gabrielli, infatti, compaiono ben 106 album a cui ha preso parte in una qualche forma nell’arco di 21 anni. Ma lui stesso sostiene che siano almeno 200. Dunque bisogna dire a qualcuno di aggiornare la pagina.

Nella chiacchierata sulle frequenze di Radio Città Fujiko c’è stato spazio anche per parlare di rock n’ roll e della musica attuale. Il genere sembra pressoché sparito, come profetizzava qualche anno fa Lenny Kravitz cantando “Rock n’ roll is dead“.
È davvero così? “A sessanta o sessant’anni dalla nascita, ogni genere diventa un classico – sottolinea il musicista – Quindi il rock n’ roll è diventato come il jazz o la musica classica, fa scuola”.
Cosa diversa, invece, è l’attitudine rock, che è viva e che secondo Gabrielli è presente anche in alcuni artisti che fanno trap, anche se suonano un genere differente.

I Winstons, in questo senso, ripropongono sia il genere che l’attitudine. E in chiave internazionale.
“In questi anni l’inglese non è più in voga – constata Gabrielli – ma noi restiamo fermi qui, consapevoli che fra cinque o sei anni tornerà l’interesse”. E nel frattempo sono tornati in studio, dove hanno inciso materiale che costituisce almeno la metà di un nuovo album.
Nell’attesa, non resta che scongiurare che spiova per potersi gustare una scarica di energia pura al concerto di questa sera in Montagnola.

ASCOLTA L’INTERVISTA AD ENRICO “ENRO WINSTON” GABRIELLI: