Ad un mese esatto dalla vittoria referendaria sul tema dei finanziamenti alle materne private, il comitato promotore dà vita ad un’iniziativa nel cortile di Palazzo D’Accursio per ricordare alla politica il volere dei cittadini.

È trascorso un mese esatto da quando i cittadini bolognesi sono stati chiamati a votare il referendum sui finanziamenti alle materne private. 86mila cittadini (il 30% del corpo elettorale) è andato ai seggi e l’opzione A, quella che chiedeva la soppressione del finanziamento, ha ottenuto oltre 50mila preferenze, mentre l’opzione B (per il mantenimento dei contributi) ne ha ottenute 35mila.
Il Comitato Articolo 33, promotore della consultazione, questo pomeriggio alle 17 nel cortile di Palazzo D’Accursio, darà vita ad un’iniziativa per ricordare a tutti, in particolare alla politica, qual è stato il volere dei cittadini.

“Proprio come un ‘post-it’ che si attacca sul frigorifero o sullo specchio per ricordarsi qualcosa – spiega Giorgio Tassinari di Articolo 33 – quest’oggi ci ricorderemo del voto di un mese fa che ha manifestato una volontà inequivoca dei bolognesi”.
L’iniziativa dei referendari, però, non ha un significato autocelebrativo: quel che interessa ad Articolo 33, ora, è la discussione che il Consiglio comunale dovrà fare sull’esito del referendum. L’aula ha già stabilito la data: il 29 luglio.
“Dal punto di vista giuridico nulla da eccepire – commenta Tassinari – dal momento che lo Statuto stabilisce in tre mesi dalla data del voto la tempistica per la discussione consigliare”. L’attivista del comitato, invece, non si sbilancia su considerazioni politiche sul significato di una discussione che avverrà ad estate inoltrata, quando l’opinione pubblica è distratta. “Non voglio fare processi alle intenzioni”, afferma Tassinari.

Nel frattempo l’esperienza bolognese ha fatto scuola. In diversi Comuni bolognesi sono nati altri comitati “Articolo 33” che hanno raccolto lo stimolo nato nella nostra città.
Il consigliere regionale del M5S Andrea Defranceschi, inoltre, ha lanciato l’idea di un referendum regionale sul tema dei finanziamenti alle materne private.
“Ci fa ovviamente piacere che la nostra esperienza sia stata raccolta da altri – osserva Tassinari – Il tema di come estendere questa battaglia, però, è delicato. A Bologna ci sono voluti almeno due anni di preparazione per il referendum, quindi forse occorre andare con calma, non è possibile pensare accelerare da 0 a 100 in 7 secondi. Per citare un proverbio cinese: per far crescere una pianta non serve tirarla, ma innaffiarla tutti i giorni”.

Articolo precedentePremio Maccio Capatonda 2011, cinema alla radio
Articolo successivoNon c’è pace per i centri sociali: ora rischia Vag61