Il Pioniere di domenica 24 novembre: come funzionava il giornale dietro le quinte, i rapporti con il Pci, i rapporti tra Rodari, Rinaldi e Pagliarini

Perché io sono stata staffetta partigiana, facevo parte delle Brigate Garibaldi e, dato che c’era la cospirazione, tutte le staffette avevano un nome di battaglia, che veniva loro dato dal comandante partigiano. Le staffette rischiavano ad ogni viaggio di essere catturate, violentate e torturate e per questo nessuno doveva sapere il loro nome né loro dovevano conoscere i nomi degli altri partigiani, sì da non poter parlare neppure sotto tortura e garantire la sicurezza di tutti.” Da staffetta partigiana Luciana Romoli diventerà segretaria tecnica della redazione del Pioniere, collaboratrice stretta di Rodari, Rinaldi e Pagliarini, ben a conoscenza dei meccanismi del giornale e dell’ambiente redazionale. Un’amicizia con lo stesso Rodari che diventerà anche una filastrocca del celebre scrittore dedicata alla stessa Luciana Romoli. “La Costituzione era già stata promulgata, compreso l’art. 21, ma io fui arrestata per aver scritto su un muro: “Pace e libertà”. I compagni mi avvisarono con un fischio dell’arrivo della polizia, ma io mi trattenni fino all’ultimo perché ci tenevo a mettere l’accento sulla A. E così mi arrestarono. Mi dovetti fare 10 giorni in custodia delle suore mantellate. Telefonai a mia madre dicendole che partivo per Napoli per una campagna elettorale. Quando mia madre riferì la notizia a Rodari, presso il quale già lavoravo, lui intuì la bugia e, al mio ritorno, mi chiese di spiegargli cosa fosse realmente accaduto. Gli raccontai tutto e nacque la filastrocca che si intitola “L’accento sull’A”:

“O FATTORINO IN BICICLETTA
DOVE CORRI CON TANTA FRETTA?”
“CORRO A PORTARE UNA LETTERA ESPRESSO
ARRIVATA PROPRIO ADESSO”.
“O FATTORINO, CORRI DIRITTO,
NELL’ESPRESSO COSA C’È SCRITTO?”
“C’È SCRITTO: MAMMA NON STARE IN PENA
SE NON RIENTRO PER CENA,
IN PRIGIONE MI HANNO MESSO
PERCHÉ SUI MURI HO SCRITTO COL GESSO.
CON UN PEZZETTO DI GESSO IN MANO
QUEL CHE SCRIVEVO ERA BUON ITALIANO,
HO SCRITTO SUI MURI DELLA CITTÀ
“VOGLIAMO PACE E LIBERTÀ”.
MA DI UNA COSA MI RAMMENTO,
CHE SULL’-A- NON HO MESSO L’ACCENTO.
PERCIÒ TI PREGO PER FAVORE,
VA’ TU A CORREGGERE QUELL’ERRORE,
E UN’ALTRA VOLTA, MAMMINA MIA,
STUDIERÒ MEGLIO L’ORTOGRAFIA”.

A seguire la trasmissione rispolvera una serie di cartoon divenuti famosi negli anni ’70 grazie all tv, come I Flintstone, Braccio di Ferro, i Barbapapà, Mafalda e Braccio di Ferro.

Il programma prosegue con l’intervista di Rachele Copparoni a Franziska per la sua graphic novel “Principene azzurro e la Principassera“, dissacranti racconti sulle disavventure amorose.

Chiudiamo con la consueta pillola di Gianluca Umiliacchi che, mano al calendario, celebra importanti eroi del fumetto. Questa settimana parliamo di Alan Ford

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