Venerdì 6 dicembre, presso lo spazio Met Bo di Cantieri Meticci, in via Gorki 6, la compagnia Icore metterà in scena “Creta e Carne“, una pièce che prende spunto e paerte da “La peste” di Albert Camus, edito nel 1947.
bbiamo avuto modo di parlarne con il regista Daniel Papa de Dios che ci ha proposto una riflessione più ampia su quello che sarà la messa in scena teatrale.

Il Male nello spettacolo della compagnia Icore

Lo spettacolo nasce come una riflessione sul male, sulla sua esistenza e se questo derivi dal contesto in cui siamo immersi o se effettivamente esiste un male universale.
Dalla riflessione che la compagnia si è proposta è nato lo spettacolo “Creta e Carne”, che prende come espisodio centrale il racconto della condanna a morte nell’opera di Camus e lo interseca con la territorialità bolognese. Dopo un’accurata ricerca storica, la compagnia ha rintracciato due confraternite, quella di Santa Maria della Vita e Santa Maria della Morte, attive nel Medioevo bolognese, che si occupavano della cura degli appestati o dei condannati a morte.

Lo spettacolo però non vuole essere una semplice rappresentazione teatrale, piuttosto punta ad essere un’intersezione di diverse modalità espressive. Di fatto lo stesso regista definisce lo spettacolo un “ibrido” che si muove tra il teatro di prosa, la performance, alcuni aspetti dell’installazione e il sound design.

“Creta e Carne” vuole inoltre proporsi al pubblico in una forma nuova che prevede anche la partecipazione degli spettatori, portando a Bologna un tipo di teatro partecipativo che vada oltre il palcoscenico. Di fatto, la compagnia ha anche previsto un Workshop – “Gli appestati” – nei giorni 5 e 6 dicembre, sempre presso il Met Bo in via Gorki 6. Durante il laboratorio ci si interrogherà ancora sul tema del male, della crudeltà e delle ferite che abbiamo attraverso un approccio fisico e performativo. L’idea che viene proposta è infatti quella di indagare il male attraverso il dialogo con altre persone, esterne alla compagnia, con le quali si arriverà ad una nuova sintesi dialettica che apporti possibilmente novità alla ricerca già intrapresa dalla compagnia.  

Lo spettacolo, in definitiva, è un combinato di arti che porta anche alla riflessione dello spettatore e della sua intersezione col male e col palcoscenico con cui è chiamato a interagire in maniera partecipativa.

Chiara Guerrieri

ASCOLTA L’INTERVISTA A DANIEL PAPA DE DIOS: