Il 10 ottobre alle ore 20.00 al Cinema Lumière in Via Azzo Gardino 65, in occasione del Terra di Tutti Film Festival verrà proiettato “Il Fagotto”, il primo cortometraggio di finzione di Giulia Giapponesi, che tratta il tema complesso della denatalità in un mondo molto simile alla nostra contemporaneità. È la storia di Bianca, che suona il fagotto, e Vittoria, due donne rispettivamente all’inizio e alla fine del loro periodo di fertilità, chiamate ogni anno a giustificare la mancata maternità davanti al Governo. Il loro incontro sarà destinato a cambiare il loro futuro in un paese che non si fa scrupoli ad attuare pressioni psicologiche, e non solo, per sopperire al problema della denatalità.

Nel cortometraggio sono messe in luce queste pressioni che avvolgono le donne riguardo al tema della maternità: nella nostra intervista Giulia ci racconta di come la denatalità e le relative pressioni si stiano facendo strada sempre di più in Italia, portando a problemi che ogni giorno si ripropongono sotto diversi punti di vista. Secondo la regista, infatti, l’età media delle popolazione, che sta diventando sempre più avanzata, sta portando a difficoltà nella politica di welfare che non sono destinate a risolversi se non si consentirà una migrazione più ampia. Per quanto riguarda il discorso psicologico, invece, non si deve dimenticare che la la maternità e la volontà di fare figli sono questioni che appartengono unicamente alle donne e al loro ‘orologio biologico’. In questo cortometraggio, quindi, Giulia Giapponesi riesce a intrecciare le tematiche sociali a quelle psicologiche femminili per affrontare un problema comune.

Violenza sulle donne: un interesse nato ben prima di questo cortometraggio

Giulia Giapponesi ha iniziato a scrivere questo cortometraggio quattro anni fa, ispirata dal “Fertility Day”, la campagna sociale della ministra Beatrice Lorenzin che invitava le donne a fare figli: dal momento che questa campagna ha suscitato molte critiche, ma anche reazioni di approvazione, la regista si è domandata cosa sarebbe potuto accadere se fosse stata portata alle massime conseguenze.

Tuttavia non è la prima volta che Giulia Giapponesi tratta la violenza sulle donne: infatti, nel 2009 ha vinto il concorso della Cineteca di Bologna per il miglior cortometraggio su questo tema. È da anni che la regista si interessa a queste tematiche più che mai attuali, ma non abbastanza affrontate nei vari strati della società. Proprio sulle differenze di genere e sulle discriminazioni, soprattutto in ambito cinematografico, verte una parte del suo lavoro, nel quale evidenzia come fino a vent’anni fa fossero pochissimi i film di denuncia verso la violenza sulle donne e, soprattutto, quanto sia grande la sproporzione nell’ambito della violenza di genere.

ASCOLTA L’INTERVISTA A GIULIA GIAPPONESI: